Misure antiterrorismo? Più danni che benefici

Misure antiterrorismo? Più danni che benefici

Riportiamo di seguito un’intervista più che mai attuale a Fabio Ghioni e Roberto Preatoni in occasione della conferenza di Hack In The Box del settembre 2006.

L’effetto di molte misure di sicurezza messe in atto dai governi dopo l’11 settembre è stato di rinforzare il controllo sui cittadini ed erodere le libertà democratiche, ha detto Roberto Preatoni. E aggiunge: “Internet permette di controllare meglio la popolazione”.

“Prima, eravamo solo spiati” ha detto Fabio Ghioni “ora i governi pianificano operazioni psicologiche e utilizzano la tecnologia per alimentare le paure dei cittadini ed estendere il proprio potere. La tecnologia rende più facile effettuare il lavaggio del cervello, facendoci accettare sempre minore libertà”.

“In alcuni casi, le misure tecnologiche messe in atto dai governi possono esporre i cittadini a maggiori rischi di attacchi terroristici” ha detto Preatoni. Come esempio, ha citato il nuovo passaporto proposto dal Dipartimento degli Stati Uniti, basato sui sistemi di identificazione a radiofrequenza (RFID). Secondo una recente dimostrazione, questo passaporto può essere usato dai terroristi per costruire una bomba programmata per colpire miratamente i cittadini statunitensi.

In quella dimostrazione, Flexilis mostrò come un passaporto RFID lasciato aperto potesse essere usato per innescare una bomba equipaggiata con un lettore RFID. Flexilis propose delle modifiche al progetto dei passaporti RFID che prevenissero questo rischio. Ecco il video della dimostrazione:

Di fronte alla paura di attacchi terroristici, americani ed europei hanno immediatamente rinunciato a libertà in cambio di promesse di protezione da parte dei governi, ha detto Ghioni. In alcuni casi, come in quello del Patriot Act, le disposizioni e le implicazioni di queste misure protettive non sono spiegate adeguatamente dai governi o non sono comprese dai cittadini.

Ghioni ha inoltre messo in discussione la scala di misure prese negli ultimi anni per reagire al terrorismo, notando che l’Europa da molto tempo affronta il rischio di attacchi da gruppi come le Brigate Rosse o l’IRA. “Guardate le statistiche. Quante persone muoiono in Occidente per terrorismo? E quante muoiono per incidenti stradali?”.

Fonte: Networkworld

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