Cybercrimine: ecco come si bara sui gas serra

Cybercrimine: ecco come si bara sui gas serra

Si apre un nuovo fronte nel cybercrimine: rubare quote di gas-serra che gli Stati possono emettere nell’ambiente. Nelle ultime settimane, una serie di attacchi hanno colpito le reti che permettono alle nazioni di gestire le loro quote di gas-serra e i loro possedimenti di carbone. In base al protocollo di Kyoto e alla normativa europea, ognuna di queste quote corrisponde al diritto di emettere l’equivalente di una tonnellata di anidride carbonica durante un periodo specifico.
L’obiettivo del primo attacco è stato il registro delle quote di CO2 della Danimarca. Il 12 gennaio scorso alcuni utenti registrati hanno ricevuto false email dell’Agenzia Danese per l’Energia che contenevano link a un mirror site per rubare loro le credenziali. A quanto pare, l’attacco si è ripetuto la scorsa settimana nei confronti di altre tredici nazioni europee. In ognuno di questi casi le autorità hanno deciso di chiudere i mercati delle quote.
Lo scopo degli attacchi sarebbe di riuscire a vendere e comprare quote di gas-serra. Il mercato è succulento, sia per gli Stati, sia per le aziende che per gli intermediari: nello scorso anno e mezzo le frodi sulle quote di CO2 hanno provocato perdite per 5 miliardi di euro in tasse perse. E i maggiori produttori di CO2 potrebbero avere interesse a manipolare le quote per ridurre le penali. Tutto ciò basta per supporre che ancora una volta gli hacker siano solo la ‘manovalanza’ di organizzazioni ben più potenti.





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