Un documento segreto sfuggito all’ONI (Office Navala Intelligence) ci svela lo stato della marina cinese vista dagli Stati Uniti. Il rapporto, pubblicato per errore sul web e intitolato A modern navy with Chinese characteristics, ci offre però un quadro della marina cinese ben al di sotto delle aspettative dei suoi rivali. L’ONI stima infatti che lo stato della flotta dell’Esercito Popolare per la Liberazione rimarrà arretrato per i prossimi 10-15 anni. Ecco la sua attuale composizione secondo il rapporto:
| Sottomarini convenzionali | 53 |
| Sottomarini nucleari | 6 |
| Sottomarini nucleari con missili ballistici | 3 |
| Cacciatorpedinieri | 26 |
| Fregate | 48 |
| Mezzi anfibi | 58 |
| Missili Coastal Patrol | 80+ |
Il recente dispiegamento di Task Group per presidiare il golfo di Aden dai pirati è la prima operazione di una flotta cinese nelle vicinanze della Cina negli ultimi 600 anni. Secondo l’ONI, però, “nessuna di queste operazioni indicano una volontà della repubblica Popolare Cinese di sviluppare una presenza globale costante. Le ambizioni di Pechino sembrano rimanere concentrate sulla regione dell’Asia Orientale, con la capacità di proteggere gli interessi marittimi cinesi in mari distanti quando necessario”.
La più importante acquisizione della marina cinese sarebbe un sofisticato sistema antiaereo, che permetterebbe alle sue navi di operare in mari distanti, lontano da sistemi di difesa antiaerea terrestri. I cacciatorpedinieri Luyang-I, già molto potenti, sono stati seguiti dai Luyang—II e dalle fregate Jiangkai II, che sono collegate con un network di sorveglianza aerea che può competere lo lo standard mondiale Americano dell’Aegis System.
Il rapporto ONI afferma che Pechino rimpiazzerà i suoi molti sottomarini low-tech con “un numero minore di moderne navi (sottomarini) ad alta capcità”. Ma, mentre il numero di navi di superficie rimane costante, l’attuale flotta di 62 sottomarini incrementerà nei prossimi 10-15 anni a 75 unità, tre volte tanto la flotta di sottomarini dell’India.
La minaccia più grande per l’egemonia statunitense nella regione è lo sviluppo del primo Anti-Ship Ballistic Missile (ASBM), una variante del Dong Feng-21. Il rapporto di ONI rivela che il percorso di volo particolare dell’ASBM, che impiegherà una via di mezzo la correzione di traiettoria, lo renderà molto difficile da intercettare.
Ma per tutto questo, secondo l’ONI, ci vorrà una quindicina di anni. Nel frattempo, le sue navi rimarranno vulnerabili ad attacchi aerei, mentre i sistemi di comando e controllo rimarranno ancora relativamente antiquati.
Leggi il rapporto dell’ONI sulla marina cinese
Un documento segreto sfuggito all'ONI (Office Navala Intelligence) ci svela lo stato della marina cinese vista dagli Stati Uniti. Il rapporto, pubblicato per errore sul web e intitolato “Una marina moderna con caratteristiche cinesi”, ci offre però un quadro della marina cinese ben al di sotto delle aspettative dei suoi rivali. L'ONI stima infatti che lo stato della flotta dell'Esercito Popolare per la Liberazione rimarrà arretrato per i prossimi 10-15 anni. Ecco la sua attuale composizione secondo il rapporto: CHINA’S NAVY TODAY Sottomarini convenzionali 53 Sottomarini nucleari 6 Sottomarini nucleari con missili ballistici 3 Cacciatorpedinieri 26 Fregate 48 Mezzi anfibi 58 Coastal Patrol (Missili) 80+ Il recente dispiegamento di Task Group per presidiare il golfo di Aden dai pirati è la prima operazione di una flotta cinese nelle vicinanze della Cina negli ultimi 600 anni. Secondo il rapporto, però, “nessuna di queste operazioni indicano una volontà della repubblica Popolare Cinese di sviluppare una presenza globale costante. Le ambizioni di Pechino sembrano rimanere concentrate sulla regione dell'Asia Orientale, con la capacità di proteggere gli interessi marittimi cinesi in mari distanti quando necessario”. La più importante acquisizione della marina cinese sarebbe un sofisticato sistema antiaereo, che permetterebbe alle sue navi di operare in mari distanti, lontano da sistemi di difesa antiaerea terrestri. I cacciatorpedinieri Luyang-I, già molto potenti, sono stati seguiti dai Luyang—II e dalle fregate Jiangkai II, che sono collegate con un network di sorveglianza aerea che può competere lo lo standard mondiale Americano dell'Aegis system. Il rapporto ONI afferma che Pechino rimpiazzerà i suoi molti sottomarini low-tech con “un numero minore di moderne navi (sottomarini) ad alta capcità”. Ma, mentre il numero di navi di superficie rimane costante, l'attuale flotta di 62 sottomarini incrementerà nei prossimi 10-15 anni a 75 unità, tre volte tanto la flotta di sottomarini dell'India. La minaccia più grande per l'egemonia statunitense nella regione è lo sviluppo del primo Anti-Ship Ballistic Missile (ASBM), una variante del Dong Feng-21. Il rapporto di ONI rivela che il percorso di volo particolare dell'ASBM, che impiegherà una via di mezzo la correzione di traiettoria, lo renderà molto difficile da intercettare. Ma per tutto questo, secondo l'ONI, ci vorrà una quindicina di anni. Le sue navi rimarranno vulnerabili ad attacchi aerei, mentre i sistemi di Un documento segreto sfuggito all'ONI (Office Navala Intelligence) ci svela lo stato della marina cinese vista dagli Stati Uniti. Il rapporto, pubblicato per errore sul web e intitolato “Una marina moderna con caratteristiche cinesi”, ci offre però un quadro della marina cinese ben al di sotto delle aspettative dei suoi rivali. L'ONI stima infatti che lo stato della flotta dell'Esercito Popolare per la Liberazione rimarrà arretrato per i prossimi 10-15 anni. Ecco la sua attuale composizione secondo il rapporto: CHINA’S NAVY TODAY Sottomarini convenzionali 53 Sottomarini nucleari 6 Sottomarini nucleari con missili ballistici 3 Cacciatorpedinieri 26 Fregate 48 Mezzi anfibi 58 Coastal Patrol (Missili) 80+ Il recente dispiegamento di Task Group per presidiare il golfo di Aden dai pirati è la prima operazione di una flotta cinese nelle vicinanze della Cina negli ultimi 600 anni. Secondo il rapporto, però, “nessuna di queste operazioni indicano una volontà della repubblica Popolare Cinese di sviluppare una presenza globale costante. Le ambizioni di Pechino sembrano rimanere concentrate sulla regione dell'Asia Orientale, con la capacità di proteggere gli interessi marittimi cinesi in mari distanti quando necessario”. La più importante acquisizione della marina cinese sarebbe un sofisticato sistema antiaereo, che permetterebbe alle sue navi di operare in mari distanti, lontano da sistemi di difesa antiaerea terrestri. I cacciatorpedinieri Luyang-I, già molto potenti, sono stati seguiti dai Luyang—II e dalle fregate Jiangkai II, che sono collegate con un network di sorveglianza aerea che può competere lo lo standard mondiale Americano dell'Aegis system. Il rapporto ONI afferma che Pechino rimpiazzerà i suoi molti sottomarini low-tech con “un numero minore di moderne navi (sottomarini) ad alta capcità”. Ma, mentre il numero di navi di superficie rimane costante, l'attuale flotta di 62 sottomarini incrementerà nei prossimi 10-15 anni a 75 unità, tre volte tanto la flotta di sottomarini dell'India. La minaccia più grande per l'egemonia statunitense nella regione è lo sviluppo del primo Anti-Ship Ballistic Missile (ASBM), una variante del Dong Feng-21. Il rapporto di ONI rivela che il percorso di volo particolare dell'ASBM, che impiegherà una via di mezzo la correzione di traiettoria, lo renderà molto difficile da intercettare. Ma per tutto questo, secondo l'ONI, ci vorrà una quindicina di anni. Le sue navi rimarranno vulnerabili ad attacchi aerei, mentre i sistemi di comando e controllo rimarranno ancora relativamente antiquati. comando e controllo rimarranno ancora relativamente antiquati.


