Destabilizzazione duratura. Il caso Iraq

Destabilizzazione duratura. Il caso Iraq

di Enrico Cerreta

Il 25 ottobre 2009 nella zona più sicura di Baghdad sono esplose in rapida sequenza due autobombe. Con la ricostruzione dell’attentato è emerso un modus operandi di tipo militare, poiché l’attacco sotto ogni aspetto (obiettivi selezionati, numero di morti, quantità di esplosivo utilizzato) può essere considerato di alto profilo.

L’attentato è stato rivendicato il 26 ottobre dal gruppo Islamic State of Iraq, guidato da Hamid Dawoud al-Zawi  (alias Abu Omar Al-Baghdadi), il quale ha preso il posto di al-Zarqawi quale leader di Al-Qaeda dopo la sua morte.

Hamid Dawoud al-Zawi ha fatto parte dell’esercito iracheno in qualità di ufficiale della Guardia Repubblicana, coordinando e finanziando il gruppo Ansar al Islam, così come al-Zarqawi prima di costituire una branca di Al-Qaeda è stato ufficiale di Saddam Hussein.

Pertanto, già prima dell’occupazione americana in Iraq, i servizi segreti di Saddam Hussein stringevano rapporti con Al-Qaeda. Infatti, il capo dell’intelligence irachena Al-Ubaydi (alias Abu Ayman) ha contribuito ad organizzare un esercito segreto di tipo islamico in Iraq, prevalentemente nel centro-nord del Paese, quando Islamic State of Iraq era ancora un gruppo fondamentalista minoritario che controllava soltanto pochi villaggi, mentre al potere c’era il regime Baath di Saddam Hussein.

Ulteriore nome di spicco è Abu Maysira al-Iraqi, in seguito all’occupazione USA in Iraq è diventato ‘ministro dell’informazione’ di Al-Qaeda intraprendendo la jihad attraverso Internet, mentre nel regime baathista era un esperto di Information Technology.

Khalaf Shkarah al-Hamadani (alias Abu Talha), tesoriere di Al-Qaeda in Iraq e principale finanziatore di al-Zarqawi, mentre durante il regime autoritario di Saddam Hussein era uno dei personaggi chiave del partito Baath e funzionario della Guardia Repubblicana.

Alcune di queste figure sono state catturate o uccise dalle forze anglo-americane ma decine di altri sono ancora operativi con Al-Qaeda, poichè dopo l’invasione dell’Iraq (2003) i componenti dell’intelligence di Saddam Hussein all’indomani della caduta del dittatore ed il conseguente smantellamento del partito Baath hanno iniziato a colpire violentemente le forze USA sotto l’etichetta di Al-Qaeda.

Per questa ragione, in Iraq la rete di Al-Qeada è stata allestita con largo anticipo rispetto all’invasione del 2003, probabilmente il regime Baath iniziò a stringere legami sempre più stretti subito dopo la Guerra del Golfo, parallelamente alla ricostruzione ed al neo-consolidamento del potere da parte di Saddam Hussein negli anni ‘90.

Da questo scenario spicca l’attentato del 25 ottobre dello scorso anno. Infatti come è stato possibile che un gruppo minoritario come Islamic State of Iraq sia stato capace di violare la Green Zone nel cuore di Baghdad?  E soprattutto a un passo dalle elezioni politiche di gennaio 2010 con il conseguente e progressivo ritiro delle truppe, l’Iraq sarà un Paese sicuro o sarà destinato ad essere il prossimo Stato fallito in mano agli Islamici ?

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