La compagnia di telecomunicazioni Sprint Nextel ha fornito alle forze dell’ordine statunitensi informazioni sulla localizzazione dei propri clienti via GPS. Lo ha fatto attraverso un portale web creato appositamente per le autorità, attraverso cui, tra settembre 2008 e lo scorso ottobre ha inviato informazioni per otto milioni di volte.
La notizia di questo programma di sorveglianza di massa arriva da una registrazione audio in cui un manager della Sprint Nextel descrive l’operazione durante una conferenza sulle intercettazioni telefoniche tenuta a Washington DC durante lo scorso ottobre. La registrazione è stata resa pubblica dallo studente dell’Università dell’Indiana Chistopher Shogoian sul suo blog e ha subito sollevato polemiche.
Intervenendo in un forum, il dipendente della Nextel Rich Pesce ha precisato che il numero di otto milioni si riferisce al numero di ‘ping’ per ogni rilevazione e non al numero di singoli utenti di cui la compagnia ha trasmesso i dati di localizzazione. Pesce ha inoltre specificato che la Nextel ha fornito i dati osservando le leggi federali e solo in casi di investigazioni e richieste di assistenza per la sicurezza pubblica.
Queste rilevazioni sono possibili in tutti i paesi occidentali e, malgrado le rassicurazioni, allo stato attuale è impossibile garantire che non ci siano abusi. Purtroppo i sistemi di controllo sono tutt’altro che perfetti e, come spiegato in Hacker Republic, chi lavora nel settore sistemi informatici potrebbe facilmente bypassare qualunque sistema di controllo.
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