L’hacker del momento si chiama Alexander Gonzalez, ex informatore dei servizi segreti accusato di aver scaricato illegalmente i dati di circa centosettanta milioni di carte di credito dai computer del gruppo TJX, proprietario della più grande catena di hard discount degli Stati Uniti.
Proprio oggi Gonzalez avrebbe dovuto essere giudicato dalla corte federale di Boston, ma secondo un’agenzia Reuters i suoi difensori hanno presentato un referto psichiatrico che mette in discussione le sue capacità “di valutare consapevolmente le conseguenze negative delle sue azioni e di comportarsi coscientemente secondo le leggi evitando di commettere crimini”. Secondo il referto, il profilo di Gonzalez sarebbe “compatibile con la descrizione della sindrome di Asperger” (ovvero una forma di autismo), mostrando i sintomi di “assuefazione a internet”. Di conseguenza il giudice ha rimandato di tre mesi la sentenza, per dare tempo all’accusa di valutare il referto psichiatrico.
Fin dal suo arresto nel maggio 2008, Gonzalez ha ammesso i reati di cui è stato accusato, ma ha sempre dichiarato di non essere la mente delle intrusioni informatiche. L’hacker si è anzi dimostrato molto disponibile a collaborare con la giustizia: ha fornito agli inquirenti le password per decrittare il suo computer portatile, che conteneva informazioni preziose per individuare gli altri membri del suo team di hacker, e che potrebbero essere utili per ulteriori indagini future. Gonzalez avrebbe inoltre disegnato agli gli inquirenti una mappa che li avrebbe aiutati a ritrovare più di un milione di dollari nascosti nel cortile dei suoi genitori.
Proprio in questi giorni, infine, Gonzalez ha collaborato a identificare due complici russi che l’avrebbero aiutato a far breccia nei sistemi informatici di numerose compagnie, rubando centotrenta milioni di codici di carte di credito e bancomat. Gonzalez ha confessato alle autorità che gli hacker avrebbero bucato i sistemi di banche straniere, di una compagnia di mediazione, di diverse catene di vendita al dettaglio e di almeno quattro aziende di elaborazione dati di carte di credito.
Intanto, una delle presunte vittime di Gonzalez e soci, la Heartland Payment Systems, dovrà risarcire oltre tre milioni e mezzo di dollari ad American Express per i danni causati nel 2008 dalle intrusioni informatiche nella sua rete di pagamenti. È il primo accordo raggiunto da Heartland con una compagnia di carte di credito dalla rivelazione dell’incidente lo scorso gennaio. Il dipartimento di Giustizia ha accusato Gonzalez e diversi altri suoi complici di essere i colpevoli delle intrusioni, sostenendo che Heartland era una delle molte compagnie che gli hacker sono riusciti a penetrare. Altre presunte vittime sarebbero 7-Eleven e Hannaford Brithers.
Fonti:
- Alleged TJX hacker has Asperger’s Syndrome – Infosecurity.com
- Heartland pays Amex $3.6M over 2008 data breach – Computerworld
- Document Reveals TJX Hacker’s Assistance to Prosecutors – Wired ThreatLevel
i chiama Alexander Gonzalez, ex informatore dei servizi segreti accusato di aver scaricato illegalmente i dati di circa centosettanta milioni di carte di credito dai computer del gruppo TJX, proprietario della più grande catena di hard discount degli Stati Uniti.
Proprio oggi Gonzalez avrebbe dovuto essere giudicato dalla corte federale di Boston. Secondo un’agenzia Reuters però i suoi difensori hanno presentato un referto psichiatrico che mette in discussione le sue capacità “di valutare consapevolmente le conseguenze negative delle sue azioni e di comportarsi coscientemente secondo le leggi evitando di commettere crimini”. Secondo il referto, il profilo di Gonzalez sarebbe “compatibile con la descrizione del disturbo di Asperger” e affetto da “assuefazione a internet”. Conseguenza: il giudice ha rimandato di tre mesi la sentenza Gonzalez, per dare tempo all’accusa di valutare il referto psichiatrico.
Fin dal suo arresto nel maggio 2008, Gonzalez ha ammesso i reati di cui è stato accusato, ma ha sempre dichiarato di non essere la mente degli hackeraggi. Gonzalez si è anzi dimostrato molto disponibile a collaborare con la giustizia: già sei mesi dopo il suo arresto, l’hacker avrebbe fornito agli inquirenti le password per decrittare il suo computer portatile, che conteneva informazioni preziose per individuare gli altri membri del suo team di hacker, e che potrebbero essere utili per ulteriori indagini future. Gonzalez avrebbe inoltre disegnato per gli inquirenti una mappa che li ha aiutati a ritrovare più di un milione di dollari nascosti nel cortile dei suoi genitori.
Proprio in questi giorni, infine, Gonzalez avrebbe aiutando gli inquirenti a identificare due complici russi che l’avrebbero aiutato a far breccia in numerose compagnie e a rubare centotrenta milioni di codici di carte di credito e bancomat. Gonzalez avrebbe confessato alle autorità che gli hacker avrebbero bucato i sistemi di banche straniere, di una compagnia di mediazione, di diverse catene di vendita al dettaglio e di almeno quattro aziende di elaborazione dati di carte di credito.
È di questi giorni la notizia che proprio una delle vittime di Gonzalez e soci, la Heartland Payment Systems, dovrà risarcire oltre tre milioni e mezzo di dollari ad American Express per i danni causati nel 2008 dalle intrusioni informatiche nella sua rete di pagamenti. È il primo accordo raggiunto da Heartland con una compagnia di carte di credito dalla rivelazione dell’incidente lo scorso gennaio. Il dipartimento di Giustizia ha accusato Gonzalz e diversi altri suoi complici di essere i colpevoli delle intrusioni, sostenendo che Heartland era una delle molte compagnie che gli hacker sono riusciti a penetrare. Altre presunte vittime sarebbero 7-Eleven e Hannaford Brithers.




