I body scanner registrano le immagini, TSA sotto accusa

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Benjamin Franklin disse “coloro che scambiano la Libertà per la Sicurezza, non meritano né avranno né Libertà né Sicurezza”. Parole su cui meditare nel momento in cui rinunciamo sempre più alla nostra privacy in cambio di un quanto mai illusorio senso di sicurezza. Il caso dei body-scanner già attivi in molti aeroporti è un esempio di come l’intrusività dei sistemi di controllo non conosca limiti. Ora però ai dubbi etici si aggiunge anche una denuncia che confermerebbe i timori di molti.

Secondo un’associazione americana per i diritti civili, la Transportation Security Administration sta fuorviando l’opinione pubblica dichiarando che i body scanner negli aereoporti non potrebbero registrare ed esportare le immagini. La EPIC (Electronic Privacy Information Center) ha infatti ottenuto dei documenti risalenti al 2008 che includono specifiche tecniche e contratti di fornitura, nei quali la TSA richiede esplicitamente ai fornitori che i body scanner possano registrare e inviare immagini quando è selezionato la modalità di prova. Secondo il direttore esecutivo della EPIC Marc Rotenberg, questa richiesta lascia aperta la possibilità che i dispositivi – che possono ‘vedere’ sotto i vestiti delle persone esaminate – possano essere utilizzati per abusi da parte di personale della TSA ed essere attaccati da hacker.

La EPIC ha ottenuto i documenti attraverso una causa per la libertà di informazione e li ha forniti alla CNN. Le richieste sembrano contraddire le numerose assicurazioni della TSA circa la salvaguardia della privacy. Il sito web dell’agenziadichiara infatti che “i dispositivi non hanno alcuna possibilità di immagazzinare dati”, mentre un video rassicura i passeggeri: “Il sistema non può in alcun modo salvare, trasmettere o stampare l’immagine”. La TSA ha inoltre diffuso numerose news dello stesso tenore per indurre l’opinione pubblica ad accettare i body scanner come un’alternativa meno intrusiva alle perquisizioni corporali.

Un funzionario della TSA ha confermato alla CNN che i body scanner possono registrare e inviare immagini in modalità di prova, ma che ciò può essere fatto solo dagli addetti della TSA: “non c’è nessuna possibilità per il personale dell’aereoporto di inserire questa modalità”. Il funzionario, tuttavia, non ha voluto spiegare se per attivare la modalità di prova è necessario un hardware o software aggiuntivi oppure semplicemente basta sapere come i dispositivi funzionano.

La controversia insorge proprio mentre la TSA sta promuovendo i body scanner come una possibile via per prevenire attentati aerei come quello sventato sul volo 253 Amsterdam-Detroit. Circa quaranta body scanner sono già in uso in diciannove aeroporti e la TSA prevede di installarne centocinquanta in tutto il mondo quest’anno, e di aver già ricevuto gli ordini per altre trecento macchine per il 2011.

“Io non credo che la TSA abbia avvertito l’opinione pubblica americana sulle reali capacità di questi dispositivi” ha dichiarato Rotenberg. “Hanno fatto una campagna massiccia in cui mostravano la gente – inclusi giornalisti – attraversare questi dispositivi. E poi rassicurano le persone, con le immagini ottenute, che non c’è nessun pericolo per la privacy. Ma se leggete le attuali specifiche tecniche e i contratti di fornitura, potete comprendere che queste macchine possono fare molto di più di ciò che la TSA lascia intendere.” Secondo Rotenberg, la TSA dovrebbe sospendere l’impiego dei body scanner finché non saranno chiariti i dubbi circa la privacy e la sicurezza. Da parte loro, i funzionari della TSA sostengono di aver preso tutte le misure necessarie.

Gli addetti della TSA che esaminano le scansioni non possono vedere quale sia il passeggero sotto esame. Secondo la TSA, nell’ufficio dove l’immagine è visualizzata non sono ammesse videocamere né cellulari. L’agenzia ha inoltre precisato che le immagini sono cancellate dal sistema dopo che l’operatore le ha esaminate, e che tutti i dipendenti che abusano dei dispositivi sono soggetti a severi provvedimenti disciplinari o alla rimozione. La TSA ha anche aggiunto che i body scanner non sono connessi in rete e quindi non sarebbero soggetti ad attacchi hackeristici.

Ma per la EPIC, queste rassicurazioni non sono sufficienti. L’associazione ha annunciato una nuova causa per ottenere ulteriore documentazione sui dispositivi.

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