Come finire in carcere per un messaggio su Twitter

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Come spiega il capitolo sulle intercettazioni in Hacker Republic, è pericoloso pronunciare frasi equivoche al telefono come “vado a fare una rapina” o “porta la roba con te”, perché nella malaugurata ma rara ipotesi che il nostro telefono sia sotto intercettazione tutto ciò che diciamo può essere prova di reato. Ora un episodio di cronaca da Cyberworld ci fa capire che per quanto riguarda i social network dobbiamo essere ancora più accorti, in quanto tutto ciò che scriviamo su Twitter o Facebook è sempre pubblico e scrivere messaggi equivocabili può provocarci guai seri.

Lo scorso gennaio l’inglese Paul Chambers, preoccupato che il maltempo gli impedisse di andare in vacanza in Irlanda, ha postato su Twitter questo messaggio: “L’areoporto Robin Hood è chiuso. Avete poco più di una settimana per mettere tutto a posto, altrimenti faccio saltare in aria l’areporto!”. Risultato: ora Chambers dovrà rispondere davanti a una corte di “aver inviato tramite una rete pubblica di comunicazione un messaggio grossolanamente offensivo o di carattere indecente, osceno o minaccioso, contrario alla sezione 127 del Communications Act. 2003”.

Ma non è finita qui: Chambers è stato sospeso dal suo lavoro nella finanza, bandito a vita dall’areoporto Robin Hood di Doncaster e privato del suo portatile e del suo iPhone. Nonostante ciò, all’inizio di febbraio l’incorreggibile Chambers riesce a postare un messaggio su Twitter tramite la sua PS3, giusto per manifestare la sua frustrazione per la lentezza del mezzo.