La Corea del Nord sceglie Linux

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La Corea ha lanciato il suo sistema operativo indigeno basato su Linux. L’OS Red Star era in fase di sviluppo dal 2006 e sarebbe disponibile già dall’anno scorso, ma non sono trapelate notizie fino a quando uno studente russo dell’università Kim Il-Sung di Pyongyang non ha fornito un reportage sul suo blog.

Red Star, disponibile solo in coreano, costa l’equivalente di 5 dollari americani, mentre le applicazioni sono fornite su un cd separato che costa il doppio. Tra queste, l’equivalente di Openoffice, Wi, e il browser, Naenara (in realtà Firefox camuffato), che permette di navigare solo tramite il motore di ricerca Naenara BBS nella rete nazionale nordcoreana, separata da Internet.

Il file di installazione Readme cita Kim Jong-Il circa l’importanza per la Corea del Nord di possedere un proprio sistema operativo basato su Linux “compatibile con le tradizioni coreane”. Sembra tuttavia che Red Star non riscuota ancora molto successo e la maggioranza degli utenti preferiscano Windows Xp e Vista. La preoccupazione delle autorità coreane sarebbe dovuta, oltre che a ragioni di controllo, anche a motivi di sicurezza, se i sistemi operativi utilizzati sono in gran parte piratati, come accade in Cina, dove pure è allo studio un sistema operativo indigeno.