Ecco una tecnologia che sembrerebbe uscita da un incubo di Orwell ma che invece è già realtà. Chi si aspetterebbe mai di trovare sul luogo di lavoro un dispositivo che valuta il suo umore esaminando i movimenti facciali? È proprio ciò che accade in più di cento compagnie giapponesi che hanno adottato Smile Scan della Omron, software che misura il sorriso dandogli un punteggio da uno a cento.
Smile Scan fa parte della suite di riconoscimento facciale OKAO Vision, utilizzata inoltre per monitorare l’affaticamento nei camionisti.
Ma le tecnologie in grado di riconoscere il comportamento sono già entrate nelle nostre vite senza che nessuno ce lo abbia detto. Alcuni call center utilizzano un sistema chiamato NICE, che aiuta a capire quando un cliente si sta arrabbiando (se mai ce ne fosse bisogno…), mentre il sistema di sorveglianza Perceptrak può rilevare i comportamenti sospetti attraverso una video camera. Ma non è tutto. La compagnia britannica OmniPerception sta sviluppando un software che potrà identificare una persona semplicemente dal sorriso o dall’andatura, mentre lo scorso anno la Sony ha brevettato un dispositivo per rilevare l’umore che applicherà alla Playstation 3.
Inutile dire che ancora una volta, i possibili benefici di queste tecnologie sono surclassati dagli abusi a cui si prestano, e che il vero obiettivo di queste invenzioni è penentrare sempre più a fondo nelle nostre vite. Ma quanto scommettiamo che uno di questi dispositivi verrà presto introdotto su larga scala, magari negli aeroporti, con la scusa di prevenire il terrorismo? E che allora tutti si dichiareranno disposti a rinunciare alla riservatezza del proprio umore in nome della sicurezza?







Sarà la rovina del nostro futuro…
Fabio, cosa proponi a riguardo contro questa invadenza ormai presente da oltre un decennio a così alti livelli?
loro,come al solito..dichiareranno che tutti sono disposti a rinunciare alla riservatezza del proprio umore in nome della sicurezza,loro decidono per tutti….che abuso…