Guantanamo chiude. E riapre in Afghanistan

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Obama ha firmato l’ordine di chiusura da ormai un anno, ma Guantanamo rimane un problema irrisolto. Mentre alcuni degli ex-detenuti vengono trasferiti in Svizzera e in Georgia, arriva la notizia che i 180 prigionieri rimanenti potrebbero essere trasferiti in un nuovo campo di prigionia a Bagram in Afghanistan.

Secondo il rappresentante dell’American Civil Liberties Union Jonathan Hafetz, il nuovo carcere sarà identico a quello di Guantanamo. “L’amministrazione Obama” dichiara Hafetz “sembra pensare più all’immagine associata a Guantanamo piuttosto che a risolvere i suoi reali problemi – detenzioni indefinite, utilizzo di sistemi di giustizia di seconda classe come tribunali militari piuttosto che quelli ordinari. Il vero problema è che quando allestisci un carcere al di fuori della legge, legittimi la tortura. Rimane ancora aperta la questione fondamentale, che da circa otto-nove anni deteniamo persone a tempo indefinito senza un capo di accusa, senza un processo. Cosa che è inammissibile e che viola la nostra Costituzione e i diritti umani fondamentali.”

L’ipotesi di Bagram non piace nemmeno ai vertici militari delle truppe stanziate in Afghanistan, che temono che la regione si destabilizzi ulteriormente. Secondo Jake Diliberto, di Veteran for Rethinking Afghanistan, il trasferimento di Guantanamo a Bagram rischia di diventare una seria minaccia per gli Stati Uniti.

“Bagram è uno dei luoghi dove gli Stati Uniti hanno detenuto i prigionieri durante il processo di occupazione.” spiega Diliberto “Il problema è che molte persone sono state incarcerate accidentalmente e forse non dovevano essere lì. Se Bagram verrà ampliata, accadranno due cose contemporaneamente. La ricostruzione delle province, che è in mano ad appaltatori civili, verrà interrotta o rallentata per espandere la prigione. Inoltre, il sentimento anti-americano esploderà. Questi due problemi sono una grande minaccia per la sicurezza.”