Soluzione finale: dopare il nemico con la ‘droga dell’amore’

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Come facilitare gli interrogatori e le negoziazioni, o accelerare la fine di un conflitto armato? Certo sarebbe più semplice se il nostro nemico fosse più accondiscendente. Proprio per questo in ambito militare si sta studiando l’utilizzo come arma dell’ossitocina, un ormone che si è guadagnato il titolo di “droga dell’amore”.

Normalmente prodotto dai mammiferi durante il parto, l’ossitocina agisce sul sistema nervoso e favorisce la socievolezza. Nel 2005 alcuni ricercatori svizzeri la fecero sniffare a ventinove soggetti prima di prendere parte a un gioco di investimenti finanziari. Quasi la metà di loro diede tutti i propri soldi a un socio sconosciuto. La ricerca intendeva studiare gli effetti dell’ossitocina nel trattamento di pazienti affetti da sociofobia o per alleviare alcuni sintomi dell’autismo o della sindrome di Asperger.

Come ogni scoperta, però, anche questa ha il suo lato oscuro e così l’ossitocina potrebbe entrare a far parte dell’arsenale biochimico degli eserciti. Il bioeticista Malcolm Dando, tuttavia, avverte che non è saggio impiegare come armi delle droghe, soprattutto se ancora non si conoscono completamente. Secondo alcune ricerche condotte in Israele, ad esempio, l’ossitocina potrebbe anche stimolare comportamenti antisociali.

Quanto ad altri possibili abusi, su una cosa possiamo però stare tranquilli: con l’ormone non sarebbe possibile produrre ‘uno spray dell’amore’ da utilizzare a tradimento per circuire i malcapitati. A quanto pare, infatti, l’ossitocina non sarebbe nebulizzabile.