Gli scienziati: il cibo spazzatura è come la cocaina

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Delle cavie da laboratorio sottoposte a dieta stretta di salsicce, bacon e cheescake diventano sempre più voraci, consumando ogni giorno maggiori calorie fino a diventare obese. L’esperimento sembra una favola di Esopo, anche se in questo caso c’è ben poco di simbolico, purtroppo per i topi e per gli umani.

Secondo i ricercatori dello Scripps Research Institute di Jupiter, Florida, la morale è che il cibo spazzatura produce sul cervello lo stesso effetto delle droghe pesanti: sovrastimolando i recettori che provocano piacere nell’atto di mangiare, di fatto li inibiscono. Il ‘tossico da cibo’ sarà indotto così a nutrirsi sempre di più alla ricerca di una ricompensa che resterà insoddisfatta.

“Nell’esperimento, gli animali hanno perso completamente il controllo sui loro comportamenti alimentari, primo segnale di assuefazione. Continuavano a mangiare in eccesso anche quando ricevevano in anticipo delle scosse elettriche” dichiara il dottor Kenny. “Quando eliminavamo il cibo industriale e cercavamo di sottoporli a una dieta più sana, si rifiutavano di mangiare. Il cambio nelle loro preferenze alimentari è stato così grande che quando abbiamo tolto loro il cibo spazzatura, per due settimane non hanno quasi toccato cibo .”

Secondo la ricerca, pubblicata in questi giorni da Nature Neuroscience, il principale responsabile di questa reazione è la dopamina, un neurotrasmettitore che aiuta a far passare i messaggi tra i neuroni. La dopamina è rilasciata durante le esperienze piacevoli, ma in alcuni casi, come nel consumo di cocaina, essa affluisce al cervello in quantità enormi. Il cervello si adatta molto rapidamente diventando meno reattivo alla droga, assuefacendosi.

Il processo è molto simile a quello osservato nelle cavie sottoposte a sovralimentazione. “Queste scoperte confermano ciò che noi e molti altri sospettavamo,” conclude il dottor Kenny, “ovvero che il consumo in eccesso di cibo altamente ‘piacevole’ provoca reazioni assuefattive nei circuiti cerebrali, portando allo sviluppo di comportamenti compulsivi”.