Il Mein Kampf di Hitler tra i best seller in India

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Nell’India del ventunesimo secolo, Adolf Hitler è un autore di successo. Da quando il suo Mein Kampf è stato pubblicato dodici anni fa nel subcontinente, ha venduto più di centomila copie: quanto basta, nel mercato locale, per farne un caso mediatico.

Rayasam Sharma, caporedattore della casa editrice Jaico Publishing, spiega così una scelta editoriale che a molti potrebbe sembrare oltraggiosa: “Abbiamo dato la nostra versione della storia, spiegando che non è propaganda, né un’apologia di Hitler. Ma l’uomo ha scritto questo libro, che sia il mondo a giudicarlo. Oggi viviamo in un’era differente, in un altro periodo storico, in cui la gente può giudicare e prendere una posizione”.

In effetti, uno dei motivi per cui potremmo trovare la notizia urtante è la difficoltà nel comprendere la loro prospettiva. L’India è un paese che che storicamente ha conosciuto poco il fenomeno del nazionalsocialismo e dove la svastica non è associata in automatico a orrori e fanatismo, ma per i più è ancora un simbolo di buon augurio. Probabilmente, il nazismo per gli indiani è semplicemente un fenomeno curioso, mentre in molti paesi occidentali è ancora oggetto di tabù e di una semi-rimozione forse ancora più pericolosa: il Mein Kampf, infatti, è bandito in diversi paesi, tra cui la Germania e, recentemente, anche la Russia degli oligarchi.

Detto questo, alcune interviste rilasciate a Russian Television la dicono molto lunga su come l’India, oggi potenza industriale e nucleare, sia ormai lontana dallo stereotipo di spiritualità a cui siamo abituati. E forse sì, fanno anche leggermente preoccupare. “Nel nostro paese abbiamo bisogno di maggior orgoglio e autostima.” dichiara un lettore “Hitler industrializzò la sua nazione in un brevissimo periodo. Certo, aveva sicuramente dei difetti, ma possiamo imparare dal suo modello manageriale e dalla sua abilità di leader.”

A onor del vero bisogna aggiungere che, per controbilanciare il fenomeno, la Jaico ha anche pubblicato un altro libro, Sein Kampf (“la sua battaglia”) scritto nel 1935 dall’attivista austriaca Irene Harand. “[La Harand] rovesciò l’intera teoria di Hitler”, spiega Sharma, “affermando che quest’uomo che dichiarava di avere una visione democratica, era in realtà un dittatore megalomane. E che aveva mentito con le sue teorie sulla Germania per il suo guadagno personale”.

L’intervista di Russian Television all’editore indiano di Mein Kampf