L’UE chiede una carta dei diritti per gli internauti

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Tutti i cittadini europei devono avere il controllo dei propri dati personali, oltre al “diritto ad essere dimenticati”. La nuova risoluzione del Parlamento europeo  sui diritti digitali parla chiaro: la Commissione e gli Stati membri devono proteggere la privacy degli internauti e rafforzare la lotta contro spam, pedopornografia e tutti gli altri crimini informatici con una Carta europea per i diritti digitali.

La risoluzione lancia la nuova Agenda digitale 2015.eu, un programma di digitalizzazione molto ambizioso: entro il 2013 ogni casa nell’Unione Europea sarà raggiunta da connessioni a banda larga a basso costo, per poi passare alle reti ultraveloci di nuova generazione entro il 2020. Ma la rete, afferma il Parlamento europeo, allo stato attuale è troppo densa di minacce perché i cittadini e le imprese possano fidarsi.

A leggere il testo, sembra proprio che l‘intervento di Fabio Ghioni a Strasburgo abbia lasciato il segno. Sorprende positivamente che l’Europa metta l’accento sulla consapevolezza dei naviganti, i quali “devono essere sensibilizzati sull’impatto che il loro comportamento in un contesto on line ha sulla privacy”. Ma non solo: il Parlamento riconosce anche che i cittadini hanno il diritto a chiedere la cancellazione dei propri dati personali anche quando li hanno dati con la propria autorizzazione. Inoltre, gli Stati membri dovranno fornire un sistema di identificazione elettronica sicura.

Per quel che riguarda la lotta al cybercrimine, la risoluzione invita la Commissione e gli Stati membri a superare le questioni giuridiche transnazionali che molto spesso ostacolano l’applicazione delle leggi europee. Tutti gli Stati dell’Unione dovranno inoltre ratificare e attuare la convenzione sulla cybercriminalità.