…E nessuno controlla chi compra le fabbriche di bombe

…E nessuno controlla chi compra le fabbriche di bombe

In Europa un criminale non può acquistare la bomba atomica, però può sempre comprarsi l’azienda che la produce: siamo nel mercato libero, nessuno glie lo può impedire. Inoltre, quando uno Stato commissiona a un’azienda un’arma segreta, la questione è talmente segreta da eludere i normali controlli sull’azienda stessa. Sembrano barzellette, ma tutto ciò è già accaduto e probabilmente accade tuttora. È successo quando Gennaro Mokbel ha acquisito la Digint e i potentissimi virus spia prodotti da Fabio Ghioni quando la fondò su richiesta della Procura della Repubblica di MIlano. L’azienda passò di proprietà, finché non finì nelle mani di un delinquente.

Proprio per questo lo scorso marzo, dopo l’intervento Fabio Ghioni a Strasburgo, l’onorevole Cristina Muscardini aveva presentato un’interrogazione al parlamento europeo, rivolgendo tre domande molto precise:

  1. C’è qualcuno che controlla i passaggi di proprietà delle imprese che possiedono tecnologie sensibili?

  2. Non sarebbe opportuno che l’Unione europea si desse una regolamentazione comune per controllare che queste imprese vadano in mano a persone di buona condotta?

  3. L’Unione europea ha un elenco delle imprese “sensibili” in Europa?

La risposta del parlamento europeo lascia di stucco. In sostanza, l’Ue dichiara di avere precise regole sul commercio delle tecnologie sensibili per la sicurezza nazionale, ma non sulla proprietà delle aziende che le producono. Alcuni singoli stati europei effettuano dei controlli, ma sembra che non possano fare molto: il trattato sul funzionamento dell’Unione europea garantisce la libera circolazione dei capitali e il diritto di stabilimento. In più sembra che, proprio quando si tratta di ‘tecnologie sensibili’, proprio per questioni di segretezza, questi controlli non avvengano affatto.

Ma forse lascia ancora più sbalorditi la risposta all’ultimo quesito. Non c’è una mappa delle imprese sensibili in Europa, dichiara l’Ue, ma ciò dipenderebbe anche dalla definizione di “tecnologie sensibili per la sicurezza”. Insomma: in realtà, non abbiamo ancora ben capito di cosa stiamo parlando.

La risposta del Parlamento europeo all’interrogazione dell’on. Muscardini