Secondo la NASA, l’apocalisse arriverà con una violentissima tempesta solare nel 2013. Ma c’è una beffa: questi fenomeni sono già accaduti ultimi secoli senza gravi conseguenze; oggi però le nostre vite – almeno quelle di noi ‘civilizzati’ – dipendono quasi totalmente dalle tecnologie, che andrebbero incenerite dall’attività solare: telecomunicazioni, reti elettriche, sistemi bancari e di approvigionamento, GPS e… sì, anche il vostro iPad, per cui avete fatto interminabili file all’Apple store, non sarà nient’altro che una tavoletta di plastica muta.
“Il sole si sta risvegliando da un lungo sonno, e nei prossimi anni ci aspettiamo livelli molto più alti di attività solare” dichiara Richard Fisher, capo della Divisione di Eliofisica della NASA. “Allo stesso tempo, la nostra società tecnologica ha sviluppato una sensibilità alle tempeste solari senza precedenti”. Proprio per questo, Fisher e altri scienziati si sono riuniti allo Space Weather Enterprise Forum 2010 per discutere su come prepararsi ai prossimi eventi solari. “Il problema oggi” prosegue Fisher “è che la società moderna è diventata molto più dipendente dall’elettronica, dai cellulari e dai satelliti, rispetto all’ultima volta che ciò è accaduto. L’evento avrà un impatto economico molto severo. Prendiamo la questione molto sul serio.”
Ma quali sono state le conseguenze di eventi come questo nel passato? La tempesta solare più violenta che l’uomo abbia registrato risale al settembre del 1859. Il plasma solare raggiunse la terra in meno di diciotto ore, il che è un fenomeno straordinario, visto che una normale tempesta impiega dai due ai quattro giorni per percorrere i 150 milioni di chilometri che ci separano dalla nostra stella. Un’aurora colorata, che normalmente è visibile solo ai poli, fu visibile fino alle Hawaii. Ma l’unica conseguenza per le infrastrutture fu che in Europa e negli Stati Uniti si incendiarono le linee del telegrafo, che esisteva da solo quindici anni.
Ci fu poi la tempesta del 1921, che bloccò il sistema dei trasporti a New York, e quella dell’inverno 1989, che fece saltare l’intera rete elettrica del Quebec. Questi ultimi due fenomeni furono però di portata molto minore rispetto a quello di 150 anni fa.
In un rapporto del 2008, la US National Academies of Sciences avvertiva delle possibili conseguenze di un evento simile oggi: “Le violente correnti aurorali, che hanno distrutto delle reti telegrafiche nel 1859, possono devastare le reti elettriche e contribuire a corrodere le condutture di gas e petrolio (…) I costi economici e sociali attribuibili a impatti di tempeste geomagnetiche potrebbero arrivare a livelli senza precedenti”. E per riportare il tutto alla normalità ci vorranno dai quattro ai dieci anni. Secondo Fisher, però, possiamo almeno prepararci per limitare i danni, ad esempio creando sistemi di backup delle reti energetiche.
Tutto ciò, aldlilà dell’esattezza delle previsioni, ci deve però far riflettere. Tra le popolazioni che ancora non sono state raggiunte dalla civilizzazione, la tempesta solare del 2013 sarà appena avvertita. Qual è allora, la nostra forza? Lo sviluppo tecnologico, che oggi consideriamo la vetta dell’evoluzione umana, non è che una breve parentesi nella storia dell’universo e di questo pianeta. Che sia un asteroide o una vampata del sole a chiuderla, poco importa. Non è un invito ad abbandonare le fesserie inutili e a puntare la nostra attenzione su ciò che realmente è importante? Ma sappiamo ancora distinguere ciò che è importante?





Se è per questo me ne faccio un tubo pure adesso!
))
Ma i cavi in rame di telecom & co. passano vicino alle tubature del gas ?
Sinceramente non so se esista una distanza minima tra i “tubi” però mi incuriosisce sta cosa…
Per fortuna la Nasa ha smentito questa tempesta del 2013.Quindi il problema è solo rinviato,perche’ si sa che prima o poi puo’ accadere.
Saluti