L’esercito degli Stati Uniti ha ordinato un dirigibile ibrido più grande di un campo di football. Il colosso volante si chiama LEMV e sorvolerà i campi di battaglia afghani già dalla fine del 2011. La casa produttrice Northon Grumann Corporation ha ricevuto un ordine di 517 milioni di dollari per costruirne tre esemplari.
Le prestazioni, a prima vista, sembrano scarse: il LEMV potrà infatti trasportare un carico di poco più di una tonnellata e viaggierà a una velocità di crociera di appena 54,7 chilometri orari, e potrà accelerare fino a 148 km/h massimi. A che cosa potrà mai servire, allora? La risposta è semplice e sta in due parole: intelligence e sorveglianza. Lo conferma lo stesso program manager della Northon Gruman Alan Metzger: “questa innovazione deve soddisfare l’esigenza dell’Esercito di avere uno sguardo ininterrotto e persistente fornendo ulteriore supporto operativo ai comandanti sul campo di battaglia”.
Un “occhio che non batte mai ciglio”, come lo ha già battezzato la stampa statunitense, all’altezza di 6500 metri dal suolo. Il LEMV non sarà infatti un missile per velocità, ma può rimanere in quota per ben tre settimane. Non per niente, l’acronimo LEMV significa Long Endurance Multi-Intelligence Vehicle. Malgrado abbia bisogno di propulsori per salire in verticale e per spostarsi, il gas contenuto nel mega-dirigibile gli permetterà di ‘galleggiare’ nell’aria molto più a lungo di qualsiasi altro velivolo o drone, garantendo una sorveglianza non-stop per un periodo finora inimmaginabile. Sembra inoltre che l’esercito abbia testato anche un pallone aerostatico che sarà collegato al LEMV e trasporterà un radar che aiuterà i sistemi di difesa a rilevare le armi e a distruggere i missili cruise prima che vengano utilizzati.
C’è infine un risvolto della vicenda, che forse qualcuno, leggendo queste righe, sta già sospettando: sì, il LEMV potrebbe essere utilizzato anche per la sorveglianza, in ambito civile; o almeno questa è la speranza che ha espresso la Northop Gruman. Prima però, il LEMV dovrà affrontare la prova del fuoco per ogni arma, che fa salire alle stelle il suo valore sul mercato: il campo di battaglia. Con due laboratori aperti in Afghanistan e in Iraq, credete davvero che qualcuno, negli usa, voglia ritirarsi sul serio dai due fronti?




