Da tempo gli scienziati hanno rilevato che periodicamente la vita sulla terra si estingue in massa. Chi teme per il 2012 può stare tranquillo, perché stiamo parlando di un fenomeno molto lontano: a quanto pare, infatti, la prossima tabula rasa avverrà non prima di qualche milione di anni. Sulla durata di questi cicli e sulle cause, però, rimane ancora il dubbio.
L’ipotesi più accreditata finora era legata a Nemesis, un’ipotetica stella nana rossa o nera in orbita attorno al sole del Sole, che nel suo percorso disturberebbe la nube di Oort provocando una pioggia di comete dirette verso il nostro sistema solare.
Ora due scienziati statunitensi, il paleontologo Richard K. Bambach e l’astronomo Adian Melott, hanno analizzato il più ampio database di biodiversità fossile, che comprende gli ultimi 500 milioni di anni, il più grande periodo mai coperto da uno studio. Il risultato dello studiostabilisce che le estinzioni di massa avvengono ogni 27 milioni di anni, ma al tempo stesso questa regolarità nega l’ipotesi di Nemesis.
In vari momenti, infatti, durante gli ultimi 500 milioni di anni, il Sole è passato vicino ad altre stelle, influenzando significativamente l’orbita dell’ipotetica Nemesis. Di conseguenza, l’intervallo tra le estinzioni di massa avrebbe dovuto variare, ma così non è. Nel periodo studiato da Bambache e Melott, infatti, queste estinzioni sono avvenute con una regolarità sorprendente, anche se, precisano gli scienziati, con un’approssimazione del 99%.
La prossima ecatombe è prevista tra circa 16 milioni di anni. Tuttavia, non tutti questi fenomeni hanno la stessa portata. Infatti, come si può vedere nel grafico alla fine di questo articolo, durante l’ultimo evento solo il 10% delle specie viventi si è estinto, mentre in altre occasioni si sono registrati picchi di oltre il 60%. Nel complesso, però, l’andamento sembra rivelare un’attenuazione progressiva degli impatti.
Rimane il mistero sulle cause, ora che, a quanto sembra, l’ipotesi di Nemesis non abbia più sostegno.





