Dopo lo scambio di spie tra Russia e USA, sembra davvero tornata l’era della guerra fredda, con tutto il corollario di strategie segrete e reciproci sospetti. Ora da Mosca arriva l’accusa secondo cui gli Stati Uniti starebbero costruendo 13 basi in Afghanistan per invadere la Russia.
I tempi però sono cambiati, e l”avvertimento’ giunge attraverso la tv filogovernativa (ma anglofona) Russia Today. Durante un’intervista al sul gruppo Bilderberg, il giornalista investigativo David Estulin rilascia una dichiarazione esplosiva. Russian Today non si lascia sfuggire l’occasione e la mette in evidenza:
Negli anni ’90, l’Operazione Barbarossa 2 ha sfruttato le Organizzazioni non governative e il Fondo monetario Internazionale per infiltrarsi nella società russa e distruggerla dall’interno. Putin ha dimostrato di essere un abile negoziatore e ha stretto accordi sia con gli americani sia con gli europei, ma ciò che stiamo vedendo ora, in termini di geopolitica, è che loro [Europa e America ndr] hanno sempre le stesse mire.
Con l’Operazione Barbarossa 3, il governo USA sta costruendo 13 basi segrete in Afghanistan per accelerare l’eventuale guerra contro la Russia, perché quella guerra è semplicemente inevitabile. […] Il governo Russo è una delle mie fonti principali.
La dichiarazione – ma soprattutto l’evidenza che Russia Today le ha dato – rimbalza sul Daily Express , il quale cerca di sondare le reazioni degli USA. Il Dipartimento della Difesa statunitense finge di non sentire rifiutandosi di commentare le dichiarazioni di Estulin, ma una fonte nell’esercito dichiara al quotidiano britannico: “Se questo è ciò che il governo russo ritiene vero, è il genere di assurdità che dobbiamo attenderci dalla Russia”. Altri esperti militari notano invece che gli USA sceglierebbero luoghi meno inospitali per costruire delle basi. Ma del resto, anche se le dichiarazioni di Estulin fossero vere (e non si può escludere), come potrebbero dichiarare altrimenti?
I britannici si dimostrano invece meno diplomatici. Il professor Jonathan Eyal del Royal United Services Institute parla apertamente di paranoia, e aggiunge: “La Russia è governata da una burocrazia condizionata ancora dall’Unione Sovietica, quando i vertici militari e i servizi segreti avevano la necessità di rinforzare costantemente le proprie posizioni.” Eyal non si riferisce soltanto alle chiusure forzate del gas a Ucraina, Georgia e Bielorussia, ma anche alle incursioni spionistiche della Russia negli spazi aerei e nelle acque britanniche, che solo nello scorso anno sarebbero almeno una ventina.
Tutto, insomma, fa pensare a una nuova guerra fredda, ma il contesto è cambiato completamente. Oggi c’è un terzo incomodo – la Cina – che si prepara a superare militarmente gli USA, i quali soffrono peraltro di una crisi economica che li potrebbe portare al collasso. Fino a quando il sottile equilibrio reggerà?




