Basi segrete non più segrete: i soldati usano Facebook

Basi segrete non più segrete: i soldati usano Facebook

Per i segreti militari oggi c’è una nuova minaccia e si chiama Facebook. Se ne sono accorti in una delle basi israeliane più segrete, dove i soldati hanno aperto un gruppo sul social network e caricato foto e video delle proprie esperienze.

Secondo il Jerusalem Post, il gruppo è visibile a tutti, navigando su internet (il nome della base e la sua locazione sono però stati censurati dal governo israeliano). Per vedere i contenuti e la lista dei 265 membri, un visitatore deve chiededere di registrarsi al gruppo, ed essere approvato dai suoi amministratori. E qui, la prima falla: un giornalista del quotidiano israeliano Yedioth Aharonot è stato accettato tra i membri malgrado non fosse un soldato della base, e ha copiato alcuni messaggi dalla bacheca del gruppo:

Ragazzi, abbiamo il privilegio di essere in questo posto fantastico… Rimani in contatto e proteggi il segreto

Chiunque non sia stato qui si è perso molto dalla vita, questo è sicuro

Niente di nocivo, all’apparenza. Secondo il giornalista, inoltre, non ci sarebbero foto compromettenti. Ma il vero problema è che ogni soldato ha un cellulare con cui può caricare qualsiasi immagine su Facebook, e non può sapere quali informazioni sono pericolose per la sicurezza. “Ad esempio” commenta un ufficiale israeliano coinvolto nelle operazioni di cybersecurity “un soldato può ritenere che una semplice foto di una stanza all’interno di una base sia innocua, ma ecco che da qualche parte su un muro c’è un poster con una mappa o con i dettagli operativi”.

“È un fallimento per la sicurezza e quei soldati hanno commesso un grande errore” prosegue l’ufficiale, “c’è un motivo perché questa base è segreta e tutto ciò senza dubbiò causerà un danno, permettendo ai nemici di israele di ricavare informazioni importanti e di usarle per attaccare Israele”. Il social network, secondo l’ufficiale, ha già creato problemi seri: “In passato, Hezbollah ha creato un falso profilo di una donna israeliana e ha inviato richieste di amicizia ai soldati, unendosi a gruppi dell’esercito israeliano su Facebook. Nel corso del tempo, attraverso i messaggi in bacheca e gli aggiornamenti di stato, Hezbollah ha ricavato informazioni sui soldati e su dove vivevano. Unendo i puntini, in teoria avrebbero potuto addirittura rapire uno di loro”.

Per l’esercito israeliano, dunque, l’uso di social network da parte dei propri soldati è ormai una questione di massima sicurezza. Secondo l’analista militare Amir Rappaport, “la verità è che puoi andare su Facebook e trovare le foto di quasi tutte le basi nel paese, inclusa quella di Kirya (il quartier generale dell’esercito a Tel Aviv, ndr)”. Forse la soluzione più semplice sarebbe ordinare ai soldati di chiudere i propri account, come è stato ordinato ai soldati dell’unità Sayeret 14, coinvolta nel recente assalto della nave diretta a Gaza. Ma chi impedirebbe loro di farlo per vie traverse?