Gli slogan sono allettanti e da noi eclisserebbero Cepu: “Se ti è andata male all’esame, rivolgiti al nostro team di hacker”. In Cina sembra proprio che gli hacker abbiano trovato la gallina dalle uova d’oro manipolando i voti delle università e degli istituti di certificazione.
La tentazione, dicono gli studenti, è forte, visto che le aziende sono molto attente ai punteggi. Ma se mai qualcuno vi proponesse un servizio del genere, statene alla larga: oltre al rischio di essere scoperti – e a farne le spese sareste prima di tutti voi e non l’hacker – è molto probabile che dietro queste operazioni si nascondano tentativi di frode, ricatto e di furto di identità.
In Cina l’hype su questo tema è vertiginoso. Secondo il China Daily , cercando in cinese “hacking editing scores” i motori di ricerca danno dozzine di pagine di risultati. I costi per modificare i propri voti variano da poche migliaia di yuan a più di diecimila (mille yuan equivalgono a circa 115 euro), a seconda dell’università coinvolta.
Un reporter del quotidiano cinese ha chiamato il numero telefonico riportato in uno di questi siti. Fingendosi uno studente, chiede se è possibile cambiare il voto a un esame fallito presso l’Università di Affari Internazionali ed economia di Pechino.
Dopo aver controllato la home page dell’università, l’hacker risponde che non ci dovrebbe essere alcun problema: l‘operazione può richiedere fino a cinque giorni di lavoro e per modificare un solo esame il prezzo è di 1.600 yuan, meno di duecento euro. Il team si occuperà di ogni dettaglio e farà firmare al cliente un accordo confidenziale a operazione conclusa. E raccomanda: “Mantieni il segreto, altrimenti il tuo voto potrebbe essere problematico”.
Un esperto di network security cinese afferma che manipolare i voti degli esami universitari è tecnicamente possibile: “Il sistema registra tutte le operazioni regolari, ma se l’hacker penetra per altre vie, utilizzando i suoi bug senza le notifiche di sistema, potrebbe essere possibile non lasciare alcuna traccia degli interventi”.
Le autorità cinesi, al momento, dichiarano di non aver ricevuto alcuna segnalazione di attività illegali al riguardo. E ciò potrebbe confermare che l’affare è una truffa per estorcere i dati personali. E una volta che lo studente ha pagato, come potrebbe rivalersi sull’hacker? Sarebbe come se il mandante di un omicidio denunciasse il killer per non aver svolto il lavoro…







Ma questo sistema si puo utilizzare anche in Italia o solo in Cina perchè in quel caso sarei interessata…..
E’ dubbio che ci sia un mercato di questo genere, anche se la cosa è tecnicamente possibile, anche in Italia. Il cosiglio è di evitare assolutamente queste vie: le probabilità di essere scoperti per lo studente sono molto alte. E poi considera quanti dati personali dovresti dare a chi svolge questi “servizi”, dati che potrebbero essere usati per rubare la tua identità…
oggi seppure ho studiato…son stato fregato dal prof all’esame di diritto(forse dalla carenza di sonno)e dalla sua esagerata fiscalità e poi sentirmi poi dire che non sò nemmeno parlare italiano :-s,comunque questo mi fà saltare la laurea a dicembre con tesi già scritta,lavoro otto ore al giorno per cinque giorni a settimana,da operaio montaggio,carico e scarico mobili,per studiare andavo a dormire alle 2.00 ed alle 6.30 in piedi,poi per 600 euro al mese,oggi mi ci veniva quasi da piangere; e si che pagherei un hacker per farmelo modificare il voto,pagherei oro…ma come contattarne uno :-s…