Durante lo scorso fine settimana, cercando ‘Vatican’ su Google spuntava il sito www.pedofilo.com, che riproduceva esattamente i contenuti del sito ufficiale del Vaticano. Il risultato ‘anomalo’ è stato prodotto con un attacco di googlebombing , una pratica che permette di aumentare il ranking di una pagina sul motore di ricerca in base a determinate parole chiave. Il sito pedofilo.com appariva già nei risultati sabato scorso, quando i responsabili del sito del Vaticano hanno avvertito Google. Solo in tarda serata il motore di ricerca è riuscito a risolvere l’inconveniente, che appariva così:
Contattato dall’Ansa, il responsabile di Google Italia Simona Pansieri ha però esitato ad ammettere che i risultati erano stati manipolati (“Non posso confermare che si tratti di un attacco finché non avrò indicazioni piu’ precise dagli ingegneri americani per capire la natura del problema”). Dopo numerose ore di lavoro e a problema risolto, la questione è stata liquidata come “errore di indicizzazione”. Il fatto è che ufficialmente il motore di ricerca dovrebbe essere immune da attacchi di google-bombing da diverso tempo. Tuttavia, come questo episodio ha dimostrato, manipolare i risultati del motore di ricerca è tutt’ora possibile…





