Lo strano destino delle missioni lunari

Lo strano destino delle missioni lunari

Le missioni che hanno inviato i primi uomini sulla Luna  hanno avuto uno strano destino: hanno segnato il trionfo degli Stati Uniti sul rivale sovietico, sono state salutate e ricordate come la massima conquista umana e poi, nel giro di pochi anni, archiviate senza alcun ripensamento. E ora vecchie e nuove superpotenze vaneggiano nel tentativo di ripetere l’operazione.

Non è un segreto che la Cina nutra da tempo ambizioni sul nostro satellite. Ora BBC News annuncia che la superpotenza sta mettendo a punto un nuovo potentissimo motore per la prossima generazione di razzi spaziali. Avrà una spinta di 660 tonnellate e brucerà ossigeno liquido ad alta potenza. Il progresso rispetto alla tecnologia precedente è notevole: per fare un esempio, il Long-March 5, attualmente il razzo più potente della flotta cinese, ha una spinta di 120 tonnellate.“Razzi di 600 tonnellate di spinta possono essere giustificati solo per mandare esseri umani sulla Luna, se questi progetti sono approvati”, commenta a BBC News Li Tongyu, direttore generale del dipartimento the marketing alla China Academy of Launch Vehicle Technology (CALT).

A questo punto, però, è bene porsi una domanda. Come mai una tecnologia che permise agli Stati Uniti di arrivare sulla Luna non è più stata eguagliata in quarant’anni da nessuna superpotenza, malgrado gli enormi progressi tecnologici in tutti i campi? Gli stessi Stati Uniti, dal 1972, non hanno più inviato equipaggi oltre la fascia di Van Allen, concentrandosi sulle missioni dello Shuttle. Non era sembrato deludente, dopo tanti trionfi rimanere lì, ancorati all’orbita? Tutto ciò, se escludiamo eventuali missioni segrete che potremmo solo ipotizzare, è davvero curioso.