Street View + body scanner: i furgoni a raggi X sono già tra noi

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La controversia sull’uso dei body scanner negli aeroporti è ormai superata a destra da una nuova questione: infatti, la stessa tecnologia, capace di penetrare attraverso i muri e i vestiti, è già montata su più di 500 veicoli del governo degli Stati Uniti e di altre nazioni. Un mix di body scanner e Street View, insomma, in mano alle forze dell’ordine di tutto il mondo.

Abbiamo clienti in tutto il mondo, eccetto l’Antartide”, dichiara Joe Reiss, vice presidente della American Science & Engineering, l’azienda del Massachusetts che equipaggia i furgoni degli scanner. Negli ultimi sette anni il cliente principale è stato il Dipartimento della Difesa per le operazioni in Iraq e in Afghanistan, ma Reiss assicura che le forze dell’ordine hanno utilizzato questi veicoli anche negli USA, per cercare autobombe. “Questo prodotto è in assoluto il sistema di ispezione più venduto di sempre”.

Come mostra questo video, i furgoni Z-Backscatter (ZBV) emettono un fascio di raggi X sugli oggetti vicini e leggono quelli che “rimbalzano”: i raggi assorbiti indicano materiale denso quale l’acciaio; i raggi dispersi indicano oggetti meno densi come esplosivi, droga o corpi umani.

Proprio per questo la EPIC (Electronic Privacy Information Center), che sta chiedendo al Dipartimento di Sicurezza Interna di rimuovere i body scanner dagli aeroporti, è allarmata. “Non sorprende che i governi e i rivenditori siano molto entusiasti di questi furgoni”, dichiara Marc Rotenberg, direttore esecutivo dell’EPIC. “Ma dal punto di vista della privacy, è una delle tecnologie più intrusive concepibili”. Da parte sua, la AS&E risponde che lo ZBV non cattura immagini così dettagliate dei corpi umani come i body scanner aeroportuali. Secondo la casa costruttrice, “lo scopo principale è rappresentare i veicoli e i loro contenuti” e “il sistema non è utilizzabile per identificare un individuo, o la razza, il sesso o l’età di una persona”. Tuttavia, Reiss ammette che questi sistemi “penetrano in larga misura i vestiti”, anche se le immagini ottenute sono meno dettagliate sotto il profilo anatomico rispetto ai body scanner aeroportuali, la cui ‘impertinenza’ nel rilevare particolari anatomici è stata dimostrata lo scorso maggio, quando il dipendente della TSA Rolando Negrin, sottoposto a una scansione integrale, ha aggredito un collega che aveva ironizzato sulle dimensioni dei suoi genitali.

Tuttavia, secondo la EPIC anche i furgoni-scanner violano potenzialmente il quarto emendamento: “senza un mandato, il governo non ha il diritto di guardarti sotto i vestiti senza alcun motivo plausibile”, afferma Rotenberg, osservando che anche i body scanner negli aeroporti sono utilizzati solo come misura di sicurezza secondaria. “Se gli scanner possono essere utilizzati solo in casi eccezionali negli aeroporti, l’idea che possano essere usati massicciamente nelle strade cittadine è davvero difficile da sostenere”.

La policy della TSA impone che le scansioni complete debbano essere viste in una stanza separata da qualsiasi personale che abbia a che fare con le persone sottoposte al trattamento, e che gli scanner non possano salvare le immagini. Per i furgoni, è più difficile fornire delle garanzie adeguate, anche perché l’AS&E non ha rivelato quali agenzie delle forze dell’ordine e quali governi stranieri abbiano acquistato l’equipaggiamento. Inoltre, particolare non meno inquietante, i furgoni possono anche salvare le immagini, “per ragioni probatorie”. “Facciamo ciò che i nostri clienti richiedono”, dichiara Reiss. Una linea di condotta ineccepibile, la stessa, del resto, molto in voga a Norimberga. E se qualche cliente dell’AS&E cominciasse, proprio come Google ha fatto con Street View, a collezionare radiografie stradali di ignari cittadini?