Con le nuove immagini inviate dal Mar Express, l’enigma della depressione marziana di Orcus Patera si infittisce, invece di chiarirsi. Per le sue dimensioni e per la sua forma oblunga, Orcus Patera ha fatto letteralmente impazzire gli scienziati fin dalla sua prima scoperta nel 1965 dalla sonda Mariner. Il cratere si trova tra i bassipiani Elysium e Amazonis e la sua superficie si estende per 380 km per 140 km. Le creste che lo circondano si innalzano fino a 1800 metri sopra le pianure, mentre il suolo interno, straordinariamente levigato, si trova a 400-600 metri al di sotto delle pianure stesse.
La presenza di diverse faglie che la attraversano dimostra che la regione è tettonicamente attiva. Ma la superficie di Orcus Patera mostra anche numerose dorsali, le quali suggeriscono che la regione sia stata modellata non solo da forze orizzontali, ma anche verticali. E tra le numerose ipotesi formulabili per le origini di questo misterioso cratere (vulcanismo, crateri multipli uniti per erosione), secondo l’ESA “la spiegazione più plausibile è che sia stata generata da un impatto obliquo, quando un piccolo corpo ha colpito la superficie a un’angolazione molto poco profonda, forse meno di cinque gradi dall’orizzontale”.





