Sulle strade si contano i ‘morti da iPod’

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I pedoni che si aggirano nel traffico in stato di trance da auricolare o da display sono ormai un pericolo pubblico, in primo luogo per loro stessi. Distratti e isolati da ciò che li circonda, non hanno il minimo sentore delle minacce che li sfiorano. È uno degli effetti collaterali delle tecnologie portatili e del loro potere di assorbire quel residuo di attenzione di cui l’uomo moderno ancora dispone.

In Australia hanno addirittura coniato l’espressione ‘death by iPod’, per indicare un fenomeno ormai epidemico che non riguarda soltanto i più giovani: tra le ultime vittime c’è una donna di Sydney di 46 anni, travolta e uccisa – ironia della sorte – da un’ambulanza. Secondo i testimoni portava le auricolari e gli inquirenti hanno forti sospetti che non abbia nemmeno sentito arrivare il veicolo.

Nel South Wales (lo stato australiano, per l’appunto, di Sidney) il Pedestrian Council ha deciso quindi di lanciare una campagna dal titolo Agnelli al massacro. Il manifesto, curiosamente nello stile Be stupid della Diesel, ritrae i pedoni con teste da pecora che attraversano la strada intenti ad ascoltare musica e a fissare il display del cellulare.

“La ‘morte per iPod’” dichiara Harold Scurby del Pedestrian Council “è un fenomeno relativamente recente e potrebbe essere lento a manifestarsi, perché può passare anche un anno tra la morte e il verdetto del coroner. Ma dovremmo chiederci: perché i morti sulle strade sono generalmente diminuite mentre quelle pedonali aumentano? Forse l’uso delle auricolari potrebbe essere la risposta.”

Attualmente, nel South Wales i pedoni distratti che causano incidenti sono passibili di pene che vanno da una multa di 100 dollari alla prigione nei casi più gravi. Ma secondo Scurby non è abbastanza: “Il governo è d’accordo nell’imporre delle sanzioni per chi ascolta musica a un volume troppo altro nella propria auto, ma apparentemente non si preoccupa che i lettori mp3 siano diventati veri e propri ‘parti mortali di intrattenimento’… dovrebbero imporre sanzioni appropriate a chi è così incosciente per la propria incolumità e per quella degli altri. I produttori dovrebbero avvertire i consumatori dei rischi che corrono.”