Giordano Bruno, il Grande Velo e la scienza moderna

Giordano Bruno, il Grande Velo e la scienza moderna

L’umanità è a un punto di svolta. L’enorme mole di conoscenza materiale che abbiamo accumulato sembra essere ormai l’unica guida della nostra epoca. Eppure, proprio ora, si sta risvegliando nei cuori delle persone un’esigenza a cercare qualcosa di più. Il fatto che spesso chi avverte quest’esigenza incontri dei falsi profeti, è soltanto un effetto collaterale di questo risveglio.

Ma per capire perché siamo giunti a questo punto dobbiamo guardare a ciò che è accaduto attorno al 1600, punto di svolta in un’era di ignoranza iniziata migliaia di anni prima. A quell’epoca le arti nere legate a conoscenze esoteriche avevano invaso il mondo, minacciando di portarlo alla completa degenerazione. Per sradicare questo male, Giordano Bruno e altri maestri lanciarono sul mondo un incantesimo, chiamato “Il Grande Velo”: da allora, lo sguardo dell’uomo comune è incapace di guardare dentro se stesso, e si rivolse unicamente verso l’esterno, verso il mondo dei cinque sensi e di tutto ciò che si può misurare e quantificare. Fu proprio grazie a questo che nacque la scienza moderna.

Tuttavia, da un punto di vista universale, l’interno e l’esterno sono la stessa cosa. Ecco perché le scienze moderne, dalla fisica quantistica alla psicologia, osservando l’esterno stanno scoprendo – spesso inconsapevolmente – ciò che si nasconde dentro l’uomo.

Prima parte dell’intervista di Leo Zagami a Fabio Ghioni per Enigma TV.