Già da alcuni anni si sa che nella sottile atmosfera di Marte esiste del metano. Ora una ricerca italiana ha scoperto che le concentrazioni di questo gas variano a seconda della stagione, il che ne rende ancora più probabile l’origine biologica.
La ricerca, condotta da Sergio Fonti dell’Università del Salento, si basa su circa tre milioni di immagini fornite dal Mars Global Surveyor tra luglio 1999 e l’ottobre 2004, un periodo che corrisponde a circa tre anni marziani.
Da quanto è emerso, il metano ‘nasce’ in estate, spandendosi attraverso l’atmosfera marziana. Nell’autunno, si concentra in tre regioni: Tharsis, Elysium e Arabia Terrae. Poi, durante l’inverno, si dissolve. Ciò significa che all’inizio del nuovo ciclo ‘qualcosa’ lo produce. Già, ma cosa?
Esaminiamo le diverse possibilità. Il metano potrebbe essere il sottoprodotto di un’eruzione vulcanica – e in effetti nelle regioni Tharsis ed Elysium si trovano i più grandi vulcani marziani – tuttavia non risulta esserci attività vulcanica sul pianeta. Il gas potrebbe essere inoltre prodotto per via chimica, ad esempio dalla combinazione di anidride carbonica e acqua allo stato liquido – e l’Arabia Terrae nasconde grandi quantità di acqua ghiacciata sotto le sabbie – ma ciò non spiegherebbe come mai il gas appare e si dissolve a intervalli regolari.
L’origine biologica, secondo Fonti, è l’ipotesi più probabile, e spiegherebbe la ciclicità stagionale del fenomeno. Se ciò venisse confermato, significherebbe dunque che su Marte esiste attualmente vita organica.
Il metano non è presente solo su Marte. E’ il gas prevalente nelle atmosfere di tutti i pianeti ‘gassosi’, ovvero Giove, Saturno, Nettuno e Urano. Il metano esiste inoltre sulla luna di Saturno Titano, dove esistono veri e propri oceani di metano allo stato liquido, e dove sono state rilevate delle variazioni stagionali molto simili a quelle marziane.





