In molti casi, quando cerchiamo di sollevare qualcuno dalle proprie sofferenze, gli impediamo di vivere un’esperienza necessaria, che potrebbe essere lo scopo della sua incarnazione. Quinta parte della presentazione del progetto ENOC (Evolution and New Order Civilization) al convegno 2012: oltre il mistero del 26 settembre 2010.






ottimo questo progetto, collega molte informazioni apparentemente slegate che ho acquisito negli ultimi 2 anni… l’unica cosa che non mi piace è la parola new order… qual’è la motivazione, intenzione che ti spinge a promuoverlo?
Luca
Vorrei precisare una cosa sul Reiki: è una pratica di autoguarigione, quindi in teoria non si potrebbe fare su altri se non espressamente richiesto. Quello che succede poi a discrezione di chi lo pratica non è argomento che ci dovrebbe interessare visto che ognuno si crea Karma praticandolo in questo modo, come si dice: “karmi suoi”.
Per quanto riguarda il fatto di incarnarsi per un progetto preciso non mi trovi d’accordo sulla questione del subire il progetto: mi riferisco alla frase dove dici che un malato di tumore viene in vita per ammalarsi e fare quella esperienza; il fatto preso come estrapolato dal contesto lo capisco. Quello che non condivido è che lui non possa esercitare il libero arbitrio di voler guarire oppure di voler morire, non è detto che debba per forza morire, il karma si può guarire. Lo stesso per la lumaca di Castaneda: è vero che ci ha messo 1 milione di anni per essere ammazzata su quella strada, ma può darsi che quella lumaca dovesse fare altre esperienze e quindi è stata portata sul ciglio della strada. Evidentemente Castaneda faceva questo esempio per parlare della non interferenza con gli altri karma senza spiegare, in questo caso particolare, che esiste una infinita serie di altre soluzioni.
Caro Jacopo, il principio della non interferenza è riferito, ovviamente, ad interventi, non richiesti, di terzi. Risolvere una situazione “nostra” o, almeno, agire in quella direzione,, fa parte delle nostre facoltà. Vivere ogni shock sistemico, qualunque sia la sua natura e/o origine,come una possibilità, da un senso compiuto alla sofferenza e alla “fortuna”. Naturalmente questo è solo il mio punto di vista..
Sì, hai ragione Fabio, dà senso alla sofferenza e alla parola fortuna. Sofferenza = segnale di crescita della consapevolezza. La “fortuna”, tra virgolette, appunto, è una bella trovata: secondo me non esistono la fortuna e la sfortuna se si capisce il senso della sofferenza e della non sofferenza poiché si comprende la ragione dello shock e quindi non si può attribuire ad un caso ciò che ci è successo. Stai facendo un bel lavoro con ENOC, in bocca al lupo. JG
Non sono d’accordo Fabio.
Come hai sempre affermato, l’uomo è una specie animale e segue ( o almeno dovrebbe…) seguire la sua natura. Difendere un altro essere vivente rientre nella sua natura, nel suo istinto. Chi se ne frega, chi dice ” non interferisco” nel male di quella persona o altra specie, è ipnotizato da qualcosa che non ha niente a che vedere con la nostra natura. Non credo che aiutare, salvare, difendere, una persona significhi bloccare la sua crescita. La crescita continua anche con il nostro aiuto verso altre persone, verso altre specie.
In generale, il tuo blog è molto interessante; ma, da vegetariano, dissento profondamente da questo post. Secondo me, è necessario fare tutto il possibile per alleviare le sofferenze di altri esseri viventi. Ad esempio, gli attivisti animalisti si battono per porre fine alle sofferenze degli animali d’allevamento, e secondo me fanno benissimo.
@Luca Nemi.. Io sono innamorato della natura e di tutte le creature e manifestazioni che genera. Essere o non essere vegetariani non comporta approvare o meno la tortura e barbarica uccisione di altri esseri viventi.
Per tua informazione, Adolf Hitler era vegetariano! E personalmente ho conosciuto diversi vegetariani e vegani che uccidono animali per puro gusto di togliere una vita..