Body scanner anche nelle stazioni ferroviarie e nelle metro?

Body scanner anche nelle stazioni ferroviarie e nelle metro?

“I terroristi continueranno a mettere alla prova il sistema e a tentare di forzarlo. Credo che, mentre stringiamo i controlli sul trasporto aereo, dovremo pensare anche ai trasporti di massa, ai treni e alle navi. Cosa dobbiamo fare per rafforzare la nostra sicurezza anche in quei settori?”

È facile prevedere quale sia la risposta a questa domanda che Janet Napolitano, segretario della Sicurezza Interna degli Stati Uniti, ha formulato la scorsa domenica notte alla trasmissione radiofonica Charlie Rose: se non si arriverà ai body scanner nelle stazioni metropolitane statunitensi, verranno comunque adottate misure sempre più restrittive e autoritarie, supportate dalla paura – per la maggior parte creata e alimentata artificialmente – di nuovi attacchi terroristici. E l’esempio, purtroppo, sarà seguito dal resto dei paesi occidentali.

A cosa dovremo ricorrere il giorno in cui si scoprirà il modo di rendere esplosivo il sangue? La cultura del “rischio zero” continuerà a trovare falle nelle vite di ogni giorno, e le possibilità di rischio sono infinite. Ma il governo statunitense e più in genere i governi occidentali non temono i terroristi. In realtà, temono i loro stessi cittadini, e la possibilità di disordini e rivolte verso la crisi che loro stessi hanno creato.