Julian Assange è stato arrestato oggi alle 9,30 dagli agenti di Scotland Yard. Ecco i dettagli in questo articolo da La Stampa:
Wikileaks, arrestato Julian Assange
LONDRA Il fondatore di Wikileaks Julian Assange è stato arrestato oggi dalla polizia britannica. Il 39enne australiano è stato prelevato da agenti di Scotland Yard alle 9,30 locali (le 10,30 in Italia), ha riferito Sky News, senza citare le sue fonti.
Assange doveva comparire davanti a una corte di giustizia per ottenere la libertà provvisoria dietro cauzione in merito al mandato di arresto spiccato dall’Interpol per l’inchiesta di stupro aperta in Svezia.
Ieri l’avvocato di Assange, Mark Stephens, aveva fatto sapere di essere in contatto con Scotland Yard per organizzare l’interrogatorio del giornalista australiano, aggiungendo che l’incontro dovrebbe avvenire «a breve». Altre fonti hanno riferito al quotidiano Guardian che Assange dovrebbe comparire oggi davanti a una corte di giustizia per trattare la cauzione.
Secondo il quotidiano, il fondatore di Wikileaks avrebbe chiesto ai suoi sostenitori di farsi garanti per lui e di raccogliere una cauzione stimata tra le 100.000 e le 200.000 sterline. Assange crede di aver bisogno di almeno sei persone come garanti. Negli ultimi giorni, il giornalista avrebbe confidato ad alcuni amici di essere convinto del ruolo svolto dagli Stati Uniti in tutta la sua vicenda giudiziaria.Intanto un network di hacker, «Operation Payback», afferma di aver lanciato con successo oggi attacchi informatici contro PayPal e PostFinance, in risposta alla chiusura delle donazioni per Wikileaks e del conto di Julian Assange in Svizzera.
«La banca svizzera (PostFinance) che ha chiuso il conto a Assange è stata tirata giù oggi con un Ddos attack (negazione del servizio, lo stesso lanciato in più occasioni contro i domini di Wikileaks in questi giorni, ndr)», recita un annuncio del gruppo su Twitter. Qualche ora prima, un altro assalto informatico era stato lanciato contro PayPal, sempre da Operation Payback. Le due società non hanno confermato la notizia. Su Twitter, il gruppo aveva annunciato con anticipo «l’ora X» invitando i membri a «fare fuoco» al momento convenuto. Operation Payback è un gruppo hacker di «difensori della pirateria informatica» nato per rispondere ai tentativi di oscurare Torrent e altri programmi di condivisione dei file in rete messi in atto da «hacker pagati dalle aziende» per tutelare il copyright.






Un sogno. Un sito tipo wikileaks, in grado di garantire anonimato. Creato da una Crew di Hackers italiani, per permettere uno step dalla immensa portata Risorgimentale.
Quale? Permettere di inviare migliglia di documenti che permetterebbero di riscrivere la storia dal ’46 ad oggi. Un sogno, forse un progetto.
E quasi dimenticavo di dire.
Art.1 Costituzione Repubblicana.
“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro di chi custodisce i segreti che se fossero svelati, comporterebbero l’immediato sgretolamento della stessa”.
Tantissimi non sanno nulla , pochi conoscono tutto. I primi vivono in una dimensione finta, che non è mai esistita, i secondi conoscono le esatte traiettorie della storia. Conoscono, sanno, dunque hanno potere. L’emulazione di Wikileaks,potrebbe avere la forza di una detonazione dalla quale poter far ripartire la costruzione della vera storia italiana. Grazie per lo spazio.
Bella idea..! Mi sembra possa anche collegarsi al progetto “hacker republic community”…
E assieme all storia italiana, si dovrebbe “riscrivere” e svelare quella mondiale…
Non ho fatto in tempo a parlare di emulazione che ieri è stato annunciato che una costola di Wikileaks ha creato Openleaks.