Con le sue rivelazioni inutili, Wikileaks sarà il pretesto per “spegnere Internet”

Con le sue rivelazioni inutili, Wikileaks sarà il pretesto per “spegnere Internet”

La scintilla di Wikileaks ha acceso due focolai di guerra, entrambi pericolosissimi. Da un lato c’è la bomba delle ultime rivelazioni, che hanno minato i rapporti internazionali, esacerbando tensioni che già percorrevano il globo da anni. Dall’altro, l’arresto di Assange e i tentativi di bloccare il sito non sono meno gravidi di conseguenze, inferocendo gli hacker attivisti (come quella degli amici-nemici Anonymous), e alimentando anche in questo caso un malcontento molto inveterato.  È difficile che i  due fronti si incontrino, se non per fornirsi reciprocamente motivi di recriminazione e pretesti per inasprire la lotta.

Intanto, dai luogotenenti di Assange arriva il messaggio che Wikileaks continuerà a pubblicare materiale anche senza il suo fondatore: “Questa è il punto di svolta e l’inizio di un’onda che non si può davvero fermare a meno che non si voglia spegnere Internet” ha dichiarato il portavoce di Wikileaks Kristinn Hrafnsson in un’intervista ad ABCNews.

“A meno che non si voglia spegnere internet”: in un momento in cui odnline sono finite le infrastrutture vitali dei paesi – grazie proprio a Wikileaks – e in cui ogni capello torto ad Assange potrebbe dare il via a una cyberguerra che potrebbe colpire quelle stesse infrastrutture, l’ipotesi di “spegnere internet” potrebbe sembrare la soluzione finale ideale. Di farlo, tra l’altro, si è attribuito la prerogativa proprio il Governo statunitense con l’ipotesi kill-switch.

Ma alla fine – e se ha ancora davvero senso chiederselo – qual è stato il vero ruolo di Wikileaks? Volente o nolente, Assange rischia di offrire la scusa buona per militarizzare la rete e trasformare internet nel primo vero stato di polizia. Ma per cosa? Per aver rivelato alle popolazioni inconsapevoli i pericoli che sta correndo? Se scorriamo alcune delle rivelazioni recenti, la sostanza e l’utilità di queste rivelazioni è ben magra per  la gente comune, e l’effetto è, il più delle volte, deleterio.

Che senso ha infatti rivelare le infrastrutture vitali (di qualsiasi paese, naturalmente, esclusi gli Stati Uniti), se non di metterle in pericolo? Oppure svolgere basso spionaggio – o meglio ‘turbativa’ – industriale, pubblicando messaggi come quello in cui il re del Bahrain afferma che il caccia francese Rafale Fighter è ‘tecnologia di ieri’? Dov’è il pubblico interesse in queste rivelazioni che Assange e i suoi collaboratori hanno selezionato? Le vite della gente comune non ne sono minimamente interessate, salvo coltivare il mito consolatorio del nuovo paladino della libertà di parola che non dice nulla di interessante, se non per i pochissimi intesessati che lo finanziano?

Lanciamo allora una proposta: chi possiede materiale che è veramente importante per le vite di tutti noi, per la nostra sopravvivenza e per il nostro futuro, chi ha informazioni su stragi, avvelenamenti in corso, tecnologie e progetti pericolosi per le popolazioni, ce le invii. Noi le pubblicheremo e le commenteremo su questo sito.