La Cina sgancerà l’atomica per prima?

La Cina sgancerà l’atomica per prima?

La politica militare della Cina sta mandando in fibrillazione l’Occidente. Mentre l’arsenale cinese cresce vertiginosamente proprio come l’economia del paese e punta pericolosamente verso il Pacifico occidentale, Washington è letteralmente scioccata dall’aggressività dei vertici militari dei Pechino, che hanno interrotto le relazioni con gli Stati Uniti dopo l’incontro di Obama con il Dalai Lama.

Come se non bastasse, mercoledì scorso l’agenzia giapponese Kyodo News lancia una notizia veramente esplosiva: secondo documenti governativi ufficiali, la Cina intenderebbe rivedere l’uso degli armamenti nucleari e in particolar modo  l’eventualità di essere la prima ad attaccare con armi atomiche.

In pratica, secondo i documenti citati da Kyodo News, se uno Stato che possiede l’atomica attaccasse una città cinese o le sue infrastrutture anche con armi convenzionali, Pechino lancerebbe un avvertimento al paese nemico attraverso la televisione e internet. Poi, sferrerebbe un attacco nucleare. Lo stesso trattamento verrebbe riservato nel caso in cui uno sciopero - da tempo grosso cruccio della Repubblica Popolare – minacciasse l’esistenza nazionale.

Oggi i vertici cinesi smentiscono definendo la notizia “infondata” e che fin dal primo test nucleare, nel 1964, Pechino ha sempre aderito al principio del ‘no first use’. “Il rapporto citato è senza fondamento ed ha secondi fini” ha dichiarato un funzionario cinese. Rimane da capire quali siano questi secondi fini. Secondo il New York Times, potrebbe essere la tensione crescente con Taiwan – altra causa dei recenti attriti con gli USA – a spingere Pechino a rivedere l’eventualità di un attacco nucleare preventivo.

La situazione, in poche parole, è esplosiva. Rimane inoltre l’annuncio di Kyodo News, che tradisce il nervosismo del vicino Giappone. Inoltre, come ci insegna Wikileaks, ancora prima del contenuto di una rivelazione, dovremmo sempre domandarci perché una notizia venga rivelata e ‘a chi giova’ che lo sia