Le sommosse in Tunisia sono state accompagnate dalla censura del Governo di Ben Alì, che ha bloccato l’accesso ai blog dei dissidenti, a Flickr, e a tutti i siti che nominano Wikileaks. La polizia ha inoltre hackerato gli account di posta elettronica e i profili di Facebook di chi ha partecipato a manifestazioni di protesta, requisendo alcuni profili. Di tutto questo, sui media occidentali, si parla ben poco.
Per questo, Anonymous ha lanciato un attacco DDoS contro i siti del governo, del mercato azionario e del principale server DNS tunisino, piazzando la propria Lettera Aperta al Governo della Tunisia sulla home page di uno dei loro siti web. Anonymous ha inoltre assicurato ai tunisini la possibilità di connettersi anonimamente a internet e di accedere alle informazioni censurate.
Ecco il comunicato stampa di Anonymous:





