Immaginiamo che un gatto rifletta sulla possibilità che esista vita su altri pianeti, e che tenti di descrivere le sue elucubrazioni ad altri gatti. Probabilmente si avventurerà in dissertazioni su quanto possa essere lunga la coda degli extraterrestri e su quali pianeti offrano le stesse identiche condizioni che hanno permesso l’evoluzione felina. Quante possibilità avrebbe il nostro gatto-filosofo di scoprire una realtà che esula dalla sua limitata immaginazione di gatto?
Più o meno è questa la perplessità che emerge a leggere la nuova pubblicazione della Royal Society “The detection of extra-terrestrial life and the consequences for science and society”: quindici saggi che offrono il punto della situazione accademica su quanto si sa – e si potrebbe sapere nel futuro prossimo – sull’esistenza di vita oltre la Terra, analizzando le implicazioni antropologiche, etiche e persino religiose di un possibile contatto con forme di vita aliena.
“E’ difficile immaginare che l’evoluzione in biosfere aliene operi in modo diverso dal modello darwiniano” afferma Simon Conway Morris dell’Università di Cambridge, secondo cui è inevitabile che la vita su altri pianeti – se mai esiste – produca come risultato “qualcosa come l’uomo”. E avverte che, nel caso di un contatto, dovremmo prepararci al peggio, perché gli extraterrestri saranno inevitabilmente simili a noi, con le nostre stesse tendenze alla violenza e allo sfruttamento di risorse. Chissà invece che accadrebbe all’incontro con un pianeta come il Solaris immaginato da Stanislaw Lem, indescrivibile, inclassificabile nelle categorie di vita e di comunicazione concepibili, e soprattutto totalmente ignorante in materia di darwinismo.
Ma come reagirebbe la popolazione terrestre se venisse annunciata la scoperta di altre forme di vita? Albert Harris considera l’ipotesi dello “shock culturale” che già Arthur C. Clarke aveva ipotizzato in 2001: Odissea nello spazio. “La società” scrive Harris “è stata turbata da uomini sulla luna, canali su Marte, dalla scoperta di quasar e pulsar, dall’annuncio che un fossile è giunto da Marte e dai falsi annunci di scoperte da parte di SETI. Qualsiasi scoperta di vita extraterrestre produrrebbe probabilmente un mix di emozioni che comprendono paura, pandemonio, equanimità e gioia”.
Tuttavia, prosegue Harris, “nel Nord America e in Europa neppure il ritrovamento di un esemplare esobiologico né la rilevazione di un segnale a distanza potrebbero provocare una diffusa disintegrazione psicologica e un collasso sociale”. Certo, finché le rivelazioni rimangono sul tenore dei microbi che si nutrono di arsenico, il panico globale può dirsi scongiurato. Ma forse è proprio il rischio di un collasso psicosociale il motivo per cui le rivelazioni annunciate con enfasi dagli enti spaziali si dimostrano poi così misere e deludenti. Forse la popolazione, pur sovrastimolata da internet e fantascienza, non è ancora ben testata e ammorbidita. Ma del resto gli scienziati – quelli moderni – non sono proprio coloro che servono a mostrarci che la realtà è ben più banale di quello e che si è sempre creduto?
Ma la domanda è anche un’altra: “Riuscirà a imporsi un processo adeguato sulla base di pareri esperti di scienziati corretti e responsabili, o prevarranno sulla scena gli interessi di potere e l’opportunismo?” si chiedono il professor Giovanni Zarnecki della Open University e il dottor Martin Dominik dell’Università di St Andrews nel documento introduttivo, anche se la domanda suona come se contenesse già la sua risposta. “Una mancanza di coordinamento può essere evitata con la creazione di un quadro generale in uno sforzo veramente globale governata da un organismo internazionale politicamente legittimato”. Secondo i due scienziati, l’ONU dispone già di un meccanismo adatto a questo compito, nella sua commissione per usi pacifici dello spazio extra-atmosferico (COPUOS). Chissà se, al momento del contatto, potrà intavolare una discussione sull’esistenza di altre forme di vita con il supporto di nuovi elementi!






Quindi ci siamo! Da anni ci stanno “formando” alla comparsa e una forma di cultura aliena.
che esistano non ci sono dubbi,almeno a livello teorico. Io intendo proprio forme di vita intelligente aliena. Forse sono già state qua,forse sono già qua ma come dive Hawking e perchè mai si divertono a giocare a nascondino? per non spaventarci? bhe allora terroristi non sono.Per sfruttarci inconsapevolemnete?…si aggiungerebbero alla lunga lista,niente di nuovo.
A dirla tutta a me gl’alieni hanno un pò rotto le balle.
Io non mi preoccuperei degli extraterrestri, mi preoccuperei invece dei criminali furboni che ci sono qui sulla terra e che sono al potere.
Quando leggo articoli come questo mi viene in mente il progetto di un unico governo mondiale. Ecco sì, diciamo che di fronte ad una minaccia aliena (di verità pari un pò come la minaccia dell’influenza suina) tutte le pecore del mondo acconsentirebbero ad un governo unico in cui si tolgono le libertà personali in favore della guerra al terrorismo alieno.
Siamo lontani con queste teorie “accademiche”, non lo sentite il puzzo della vecchia coperta consunta che le ricopre per nascondere la verità? Siamo alle solite deviazioni per far credere che.
Mi piace molto la storiella del gatto filosofo, vedo molte delle caratteristiche umane in quel gatto. Fintanto che si cercheranno risposte tramite le conoscenze comuni non le troveremo, è come leggere un documento cifrato: sono solo simboli incomprensibili.
Tutti possono vedere, ma devono cadere i presupposti di massificazione dell’informazione. Non dobbiamo guardare l’informazione come ci viene proposta, ma il motivo per cui viene fatto, dobbiamo visitare il backstage dell’informazione dove si tirano le fila dei burattini sul palcoscenico.
Per informazione non intendo solamente il TG o internet o le riviste, quotidiani, libri, intendo, e forse è la cosa fondamentale, il DNA del nostro sapere, quello che oramai è assodato, le credenze sociali che accomunano tutti e che nei secoli sono state forgiate per dar forma al DNA del nostro sapere, quello che apparentemente non possiamo modificare.
Solo uscendo dagli schemi potremmo avere una visione non influenzata né influenzabile.
Fino ad oggi solo pochi umani ci sono riusciti, troppo pochi per poter trasformare il DNA del sapere.
Nel momento in cui ci saranno molti umani della stessa epoca che cambieranno il loro modo di vedere, diciamo quando supereranno le barriere dell’informazione attuale, allora tutti potranno vedere quello a cui fino ad oggi pochi hanno potuto accedere.
Il panico……nn aspettiamo altro…loro torneranno i nostri progenitori…o credete ancora che veniamo dalle scimmie…preparatevi fratelli e sorelle loro stanno x tornare,1°Sono uguali a noi..almeno la nostra progenie.Pleiadi,alfa centauri,sirio a.2°Non sono ostili,ma pieni D’amore,nn credete,alle stro….che vi rifilano…3°Gli unici che hanno paura sono i potenti che governano il mondo..e ci tengono in quest’inferno..che potrebbe essere 1 paradiso…mha.nn manca molto siete pronti????Gioite la nuova era è alle porte…
X Iasia 67, in un altro sito (Scie chimiche) sostieni di essere pure tu un essere alieno dicendo che i governi ci stanno attaccando. Ti chiedo se mi puoi o voglia di rispondere se sei o ti ricordi di essere stato un alieno. Ciao