George W. Bush potrebbe essere arrestato in Svizzera per crimini contro l’umanità? Quel che è certo è che l’ex presidente degli Stati Uniti ha dovuto annullare la sua visita a Ginevra, perché le autorità locali non garantivano di poter controllare la folla di protestanti che lo avrebbe accolto. Ma in effetti alcuni esponenti politici e gruppi per i diritti umani hanno chiesto di incriminarlo. Tra questi l’Organizzazione mondiale contro la tortura, il consigliere nazionale Dominique Baettig, l’UDC e un gruppo ginevrino di sinistra, come riporta Ticino On Line.
Nel frattempo, Amnesty International ha dichiarato che George W. Bush può essere processato da qualsiasi paese dopo che in un’intervista a novembre ha ammesso di aver autorizzato i servizi segreti a utilizzare le torture negli interrogatori. Comunque sia, secondo le autorità di Berna, l’ipotesi di un arresto è alquanto irrealistica, perché i capi di Stato, godono dell’immunità della propria carica anche dopo il mandato. A meno che non si chiamino Saddam Hussein, of course.
È dello stesso parere anche il giornalista Afshin Rattansi, intervistato da Russian Television. “La mia sensazione è che le autorità svizzere fossero più spaventate dal fatto che quando George W. Bush fosse apparso all’organizzazione pro-sionista a Ginevra (presso cui doveva partecipare a un pranzo di gala, ndr), molti dimostranti gli avrebbero lanciato le scarpe. E forse questa volta non le avrebbe mancate, come gli successe a Baghdad”.
Rattassi aggiunge che il diritto internazionale si è già dimostrato inutile in passato nel perseguire la tortura. “L’Aia sembra più preoccupato di cercare di prevenire le guerre in posti come il Sudan mediante l’emissione di mandati di comparizione per, diciamo, al-Bashir del Sudan, mentre, ovviamente, l’Aia non toccherà le persone che realmente responsabili per la tortura”, ha dichiarato a Russian Television.





