Caro Obama, cosa farai ora che l’Egitto è nel Wisconsin?

Caro Obama, cosa farai ora che l’Egitto è nel Wisconsin?

Il presidente Obama e Hilary Clinton hanno spinto l’acceleratore sulle rivolte in medio Oriente. L’amministrazione USA va affermando il diritto alla libertà e alla democrazia subito e ad ogni costo – al Cairo, a Tripoli, ad Algeri – ma, forse, non in casa propria.

Qualche grana di dissenso comincia infatti a manifestarsi anche negli USA. E’ il caso delle proteste nel Winsconsin: 70.000 persone in piazza dal 15 febbraio, numeri inauditi per gli USA. Reclamano contro i tagli al budget e la perdita dei diritti sindacali, oltre che contro una situazione economica opprimente. Ce l’hanno contro il governo centrale, e si considerano parte della stessa onda partita dall’Egitto, tanto che gli stessi oppositori egiziani hanno mandato a loro segnali di supporto (addirittura della pizza!).

Poi, il 19 febbraio i protestanti hanno occupato la sede centrale del governo e il governatore Scott Walker allerta la Guardia Nazionale. Malgrado Obama abbia sconfessato la mossa di Walker – un repubblicano – i media statunitensi parlano molto poco riguardo all’accaduto, e se lo fanno, come FoxNews, cercano di mostrare il lato violento della protesta, che per ora non si è manifestato ancora.

“Le mucche degli altri possono muggire, ma le nostre devono stare zitte”. Questo principio, rinfacciato da Putin agli Stati Uniti riguardo al caso Wikileaks, riassume perfettamente la linea americana, che dopo la rivincita repubblicana al Congresso rischia addirittura la schizofrenia. Mentre Hilary Clinton sventola il vessillo della rete libera, il Senato americano, placando i mal di pancia della Camera, ha rinnovato il Patriot Act. Il che equivale: iscrivetevi a Facebook, sentitevi liberi di dire ciò che volete in rete. Ma c’è un particolare che viene taciuto e che dovrebbe essere invece letto come si leggono i diritti al momento dell’arresto: ogni cosa che direte potrà essere usata contro di voi.

Dunque, caro Obama e cara Clinton, cosa fareste se improvvisamente le pacifiche proteste dovessero degenerare? La risposta ce l’abbiamo già: da anni gli USA si stanno preparando ad affrontare una rivolta in massa, creando e ristrutturando carceri in tutto il territorio, come già raccontavo in un articolo del 2006. E intanto vi raccontano che vi stanno proteggendo dai terroristi.

L’ipotesi di una ribellione contro il Governo centrale non è tanto remota da non essere presa seriamente in considerazione. La bancarotta economica, la disoccupazione, lo scontento per gli interventi in Iraq e in Afghanistan, i movimenti secessionisti: motivi sufficienti per rinforzare le carceri e spingere sulle intercettazioni, per schedare e monitorare ogni accenno di dissenso in rete, per coprire ogni centimetro di strada con l’occhio vigile delle telecamere. E creare sempre nuove “guerre”, al terrorismo, all’AIDS, agli stati-canaglia, al cancro, per occupare e compattare la coscienza collettiva, per ridirezionare la frustrazione verso un bersaglio fittizio, piuttosto che sulla sua vera fonte.

I veri terroristi sono gli stessi cittadini: sono loro i nemici, più temibili del fantasmagorico Bin Laden, contro cui gli USA – e non solo loro – si stanno armando. Con una differenza: negli Stati Uniti, i cittadini sono armati, possono farlo per diritto costituzionale, in base al quale possono combattere anche contro il loro stesso governo, se questo si dimostra antidemocratico. Questo li rende ancora più temibili.

Infine, rimane il fattore-mercenari: lo scorso anno, il membro del Congresso Jan Schankowsky aveva dichiarato a Russian Today che il numero di mercenari impiegati sui due fronti sarebbe ormai quasi pari a quello di uomini dell’esercito ufficiale statunitense. Ora, quelle stesse truppe private, in quanto tali, potrebbero essere utilizzate benissimo da qualche privato che disponesse di risorse sufficienti per permetterseli. Che accadrebbe allora?

In realtà, se vogliamo analizzare la situazione a sangue freddo e con un po’ di cinismo, le repressioni dei regimi mediterranei come l’allerta della Guardia Nazionale sono la prevedibile reazione immunitaria di un organismo quando la sua stessa esistenza viene messa in pericolo. Maggiore è il pericolo maggiore sarà la risposta, e non reagirebbero in modo molto diverso paesi molto più civili, Italia compresa, se l’Occidente non rimanesse il più grande ideatore e consumatore di narcotici.