Con le popolazioni del Medio Oriente in rivolta contro i tiranni, al Cremlino corre qualche sudore freddo, e non solo per l’incubo della Cecenia. Il tasso di nervosismo è alle stelle, se il vice premier russo Igor Sechin sbotta durante un’intervista al Wall Street Journal contro Google – leggi: gli USA – accusandolo addirittura di aver fomentato le folle egiziane.
L’argomento dell’intervista era la credibilità della Russia come campo di investimento. Quando l’intervistatore ha paragonato le dichiarazioni di Sechin a quelle di Mubarak, il primo ministro sbotta: “Guardate cos’hanno fatto i dirigenti di Google in Egitto, quale manipolazione delle energie della popolazione è stata attuata là”.
Ma la Russia, sottolinea il vice-premier, ha tutt’altra stabilità, è cambiata radicalmente negli ultimi 25 anni, rimpiazzando praticamente tutte le infrastrutture sovietiche. La Russia, insomma, non è l’Egitto. Ma lo stesso non si diceva della Libia, fino a qualche giorno fa? Aspettiamocene delle belle.







