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	<title>Fabio Ghioni</title>
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		<title>Mars Express: il cratere ovale di Marte rimane un mistero</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:27:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LaMMINISTRATORe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con le nuove immagini inviate dal Mar Express, l&#8217;enigma della depressione marziana di Orcus Patera si infittisce, invece di chiarirsi. Per le sue dimensioni e per la sua forma oblunga, Orcus Patera ha fatto letteralmente impazzire gli scienziati fin dalla sua prima scoperta nel 1965 dalla sonda Mariner. Il cratere si trova tra i bassipiani Elysium e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con <a id="aptureLink_Bbqt0nGr7G" href="http://www.esa.int/esaSC/SEMDV9BO3DG_index_1.html#subhead2">le nuove immagini inviate dal Mar Express</a>, l&#8217;enigma della depressione marziana di Orcus Patera si infittisce, invece di chiarirsi. Per le sue dimensioni e per la sua forma oblunga, <a id="aptureLink_8aVvAWabZ1" href="http://download.esa.int/images/marsexpress/474-20103007-2216-2238-6-3D-1-01-OrcusPatera_H1.jpg">Orcus Patera</a> ha fatto letteralmente impazzire gli scienziati fin dalla sua prima scoperta nel 1965 dalla sonda Mariner. Il cratere si trova tra i bassipiani Elysium e Amazonis e la sua superficie si estende per 380 km per 140 km. Le creste che lo circondano si innalzano fino a 1800 metri sopra le pianure, mentre il suolo interno, straordinariamente levigato, si trova a 400-600 metri al di sotto delle pianure stesse.</p>
<p>La presenza di <a id="aptureLink_u0tUxFQ137" href="http://download.esa.int/images/marsexpress/474-20103007-2216-2238-6-3D-2-01-OrcusPatera_H1.jpg">diverse faglie</a> che la attraversano dimostra che la regione è tettonicamente attiva. Ma la superficie di Orcus Patera mostra anche numerose dorsali, le quali suggeriscono che<strong> la regione sia stata modellata non solo da forze orizzontali, ma anche verticali</strong>. E tra le numerose ipotesi formulabili per le origini di questo misterioso cratere (vulcanismo, crateri multipli uniti per erosione), secondo l&#8217;<a id="aptureLink_2y0tNrsDrV" href="http://www.esa.int/esaSC/SEMDV9BO3DG_index_0.html">ESA</a> “la spiegazione più plausibile è che <strong>sia stata generata da un impatto obliquo, quando un piccolo corpo ha colpito la superficie a un&#8217;angolazione molto poco profonda, forse meno di cinque gradi dall&#8217;orizzontale</strong>”.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small><p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.fabioghioni.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Street View + body scanner: i furgoni a raggi X sono già tra noi</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:03:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[American Science & Engineering]]></category>
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		<description><![CDATA[La controversia sull&#8217;uso dei body scanner negli aeroporti è ormai superata a destra da una nuova questione: infatti, la stessa tecnologia, capace di penetrare attraverso i muri e i vestiti, è già montata su più di 500 veicoli del governo degli Stati Uniti e di altre nazioni. Un mix di body scanner e Street View, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La controversia sull&#8217;uso dei <strong>body scanner</strong> negli aeroporti è ormai superata a destra da una nuova questione: infatti,<strong> la stessa tecnologia, capace di penetrare attraverso i muri e i vestiti, è già montata su più di 500 veicoli del governo degli Stati Uniti e di altre nazioni</strong>. Un mix di body scanner e Street View, insomma, in mano alle forze dell&#8217;ordine di tutto il mondo.</p>
<p>“<strong>Abbiamo clienti in tutto il mondo, eccetto l&#8217;Antartide</strong>”, dichiara Joe Reiss, vice presidente della American Science &amp; Engineering, l&#8217;azienda del Massachusetts che equipaggia i furgoni degli scanner. Negli ultimi sette anni il cliente principale è stato il Dipartimento della Difesa per le operazioni in Iraq e in Afghanistan, ma Reiss assicura che<strong> le forze dell&#8217;ordine hanno utilizzato questi veicoli anche negli USA</strong>, per cercare autobombe. “Questo prodotto è in assoluto il sistema di ispezione più venduto di sempre”.</p>
<p>Come mostra <a id="aptureLink_qWom5sXy75" href="http://www.youtube.com/v/DGCd0KPJcMs?fs=1&amp;hl=it_IT">questo video</a>, i furgoni Z-Backscatter  (ZBV) emettono un fascio di raggi X sugli oggetti vicini e leggono quelli che “rimbalzano”: i raggi assorbiti indicano materiale denso quale l&#8217;acciaio; i raggi dispersi indicano oggetti meno densi come esplosivi, droga o corpi umani.</p>
<p>Proprio per questo la EPIC (Electronic Privacy Information Center), che sta chiedendo al Dipartimento di Sicurezza Interna di rimuovere i body scanner dagli aeroporti, è allarmata. “Non sorprende che i governi e i rivenditori siano molto entusiasti di questi furgoni”, dichiara Marc Rotenberg, direttore esecutivo dell&#8217;EPIC. “Ma<strong> dal punto di vista della privacy, è una delle tecnologie più intrusive concepibili</strong>”. Da parte sua, la AS&amp;E risponde che lo ZBV non cattura immagini così dettagliate dei corpi umani come i body scanner aeroportuali. Secondo la casa costruttrice, “lo scopo principale è rappresentare i veicoli e i loro contenuti” e “il sistema non è utilizzabile per identificare un individuo, o la razza, il sesso o l&#8217;età di una persona”. Tuttavia, Reiss ammette che<strong> questi sistemi “penetrano in larga misura i vestiti”</strong>, anche se le immagini ottenute sono meno dettagliate sotto il profilo anatomico rispetto ai body scanner aeroportuali, la cui &#8216;impertinenza&#8217; nel rilevare particolari anatomici è stata dimostrata lo scorso maggio, quando il dipendente della TSA Rolando Negrin, sottoposto a una scansione integrale, ha aggredito un collega che aveva ironizzato sulle dimensioni dei suoi genitali.</p>
<p>Tuttavia, secondo la EPIC anche i furgoni-scanner violano potenzialmente il quarto emendamento: “senza un mandato, il governo non ha il diritto di guardarti sotto i vestiti senza alcun motivo plausibile”, afferma Rotenberg, osservando che anche i body scanner negli aeroporti sono utilizzati solo come misura di sicurezza secondaria. “Se gli scanner possono essere utilizzati solo in casi eccezionali negli aeroporti, l&#8217;idea che possano essere usati massicciamente nelle strade cittadine è davvero difficile da sostenere”.</p>
<p>La policy della TSA impone che le scansioni complete debbano essere viste in una stanza separata da qualsiasi personale che abbia a che fare con le persone sottoposte al trattamento, e che gli scanner non possano salvare le immagini. Per i furgoni, è più difficile fornire delle garanzie adeguate, anche perché l&#8217;AS&amp;E non ha rivelato quali agenzie delle forze dell&#8217;ordine e quali governi stranieri abbiano acquistato l&#8217;equipaggiamento. Inoltre, particolare non meno inquietante,<strong> i furgoni possono anche salvare le immagini</strong>, “per ragioni probatorie”. “Facciamo ciò che i nostri clienti richiedono”, dichiara Reiss. Una linea di condotta ineccepibile, la stessa, del resto, molto in voga a Norimberga. E se qualche cliente dell&#8217;AS&amp;E cominciasse, proprio come Google ha fatto con Street View, a collezionare radiografie stradali di ignari cittadini?</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small><p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.fabioghioni.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Washington DC più pericolosa che l&#8217;Iraq?</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 08:07:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LaMMINISTRATORe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre Barack Obama annuncia il ritiro definitivo dall&#8217;Iraq, questa considerazione che circola sulla rete da qualche tempo può far riflettere: “Se si considera che ci sono stati una media di 160,000 soldati nel teatro delle operazioni in Iraq durante gli ultimi 22 mesi, per un totale di 2112 morti, ciò significa un tasso di mortalità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre Barack Obama annuncia il ritiro definitivo dall&#8217;Iraq, questa considerazione che circola <a id="aptureLink_3LoJEpXuWn" href="http://poliquicks.com/2010/08/27/death-rate-in-wdc-higher-than-war-zone/">sulla rete</a> da qualche tempo può far riflettere:</p>
<p>“Se si considera che ci sono stati una media di 160,000 soldati nel teatro delle operazioni in Iraq durante gli ultimi 22 mesi, per un totale di 2112 morti, ciò significa un tasso di mortalità di 60 per 100.000 soldati.</p>
<p>Durante lo stesso periodo, il tasso di mortalità per arma da fuoco a Washington DC è stato di 80,6 per 100.000. Ciò significa che <strong>ci sono il 25% di probabilità in più di essere uccisi nella capitale degli USA, che ha una legislazione severissima sull&#8217;uso di armi da fuoco, che in Iraq</strong>.</p>
<p>Conclusione: dovremmo ritirarci da Washington.”</p>
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		<title>Inviate le vostre notizie</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 09:27:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LaMMINISTRATORe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da oggi, questo sito apre ai vostri contributi. Se volete segnalarci notizie o mandarci i vostri articoli, potete inviarli alla nostra redazione seguendo le istruzioni nella pagina invia news. Valuteremo le vostre proposte e, se le riterremo interessanti, le pubblicheremo. Naturalmente gli argomenti dovranno essere in tema con il sito: se fate scorrere il menu delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi, questo sito apre ai vostri contributi. Se volete segnalarci notizie o mandarci i vostri articoli, potete inviarli alla nostra redazione seguendo le istruzioni nella pagina <a id="aptureLink_P0DduPsWIX" href="http://www.fabioghioni.net/invia-news/">invia news</a>. Valuteremo le vostre proposte e, se le riterremo interessanti, le pubblicheremo.</p>
<p>Naturalmente<strong> gli argomenti dovranno essere in tema con il sito</strong>: se fate scorrere il menu delle categorie vedrete che trattiamo temi quali geopolitica, hacking, tecnologia, sicurezza, spionaggio, studi di frontiera, terrorismo ecc. <strong>Le notizie devono essere fondate e documentate</strong>, cioè non devono basarsi su semplici illazioni, opinioni personali o semplici voci di corridoio. Infine, anche il taglio è importante: siccome non ci stancheremo mai di ripetere che sulla rete si trova tutto e il contrario di tutto, ogni notizia andrebbe trattata con la regola del &#8216;sopracciglio alzato&#8217;.</p>
<p>Se preferite, gli articoli potranno essere pubblicati con uno pseudonimo. In questo caso, specificatelo nella vostra email o nel modulo di invio.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small><p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.fabioghioni.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Evoluzione e civiltà del Nuovo Ordine a &#8220;2012, oltre il mistero&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 08:14:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fvxgn74</dc:creator>
				<category><![CDATA[La nona emanazione]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo ordine mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[fabio ghioni]]></category>
		<category><![CDATA[progetto ENOC]]></category>

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		<description><![CDATA[Fabio Ghioni presenterà il progetto ENOC (Evolution &#38; New Order Civilization) al convegno 2012: oltre il mistero. Ecco il programma dell&#8217;evento, che si terrà domenica 26 settembre 2010 al Castello Brancaccio di Roviano (RM): 2012: Oltre il Mistero&#8230; Contatti con altri mondi, Segni dal cielo, Governi occulti, Dimensioni parallele Vai all&#8217;evento su Facebook ore 10.00/10.30 Leo Zagami. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fabio Ghioni presenterà il progetto ENOC (Evolution &amp; New Order Civilization) al convegno <em>2012: oltre il mistero</em>. Ecco il programma dell&#8217;evento, che si terrà domenica 26 settembre 2010 al Castello Brancaccio di Roviano (RM):</p>
<blockquote>
<h2>2012: Oltre il Mistero&#8230; Contatti con altri mondi, Segni dal cielo, Governi occulti, Dimensioni parallele</h2>
<p><a id="aptureLink_45hDOIBEea" href="http://www.facebook.com/Narya78#!/event.php?eid=100990759959915&amp;ref=mf">Vai all&#8217;evento su Facebook</a></p>
<p><strong>ore 10.00/10.30 Leo Zagami</strong>. Presentazione di “Arcane Rivelazioni” progetto per Enigma TV, con la collaborazione di Chris Everard ideatore del canale televisivo Enigma TV.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>ore 10.30/11.30 Chris Everard: Il Superstato Mondiale, Il Nuovo Ordine Mondiale e la Cibernetica.</strong> <br />
 La minaccia più grande che possiamo avere alle porte del 2012: un mondo politico corrotto da strategie militari pronti nell’ultima lotta tra bene e male. Nuove e sorprendenti armi cibernetiche e Aerospaziali tenute segrete dal Pentagono minacciano il nostro pianeta ma l’opposizione viene dal Giappone e da altre nazioni buddiste, milioni di persone si sono riunite sotto la bandiera internazionale per il movimento a difesa della Verità. <br />
 <strong> </strong></p>
<p><strong>ore 11.30/13.00 Dott. Roberto Pinotti </strong></p>
<p>ore 13.00/14.00 Pausa Pranzo</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="background-color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">ore 14.00/16.00 Dott. Fabio Ghioni: &#8220;Iniziativa Enoc: Evoluzione e civiltà del Nuovo Ordine&#8221;.</span></span></span></strong></p>
<p><strong>ore 16.00/17.30 Piergiorgio Caria: 2012 Cerchi nel grano, Profezie Maya, Visita extra-terrestre: una straordinaria connessione. </strong><br />
 Da VOYAGER (RAI DUE) ww.misterycolletion.com</p>
<p><strong>ore 17.30/20.00 Giorgio Bongiovanni: I messaggi segreti della Madonna, La II Venuta del Cristo, Segni in Cielo e in Terra. <br />
 </strong>Speciale video sul terzo segreto di Fatima e forum di discussione con gli spettatori e lo stigmatizzato.</p>
<p><strong>ore 20.00/21.00 Chris Everard: Presentazione di filmati Ufo in esclusiva</strong>, Crash Ufo in pieno giorno in Inghilterra (filmato dalla BBC), immagini degli Dei alieni provenienti da altri mondi chiamati GODS STAR (gli Dei delle stelle) e la nascita della magia, connessioni con il mondo della politica dell’Elite- Royal.</p>
<p><strong>ore 21.00/21.30 Chiusura della Conferenza : Leo Zagami e Chris Everard </strong></p>
<p>Si consiglia pranzo e cena menù fisso ai Ristoranti :<br />
 “La Taverna di Ettore” Piazza della Republica, 5 &#8211; Roviano &#8211; tel.3933355876 <br />
 “Osteria Trattoria Frantoio” Viale Italia, 16 &#8211; Roviano &#8211; tel. 3336708879<br />
 Si ricorda che i ristoranti non accettano carte di credito</p>
<p>Per il pernottamento siamo convenzionati con l’albergo “Nuova Fattoria”<br />
 Via Tiburtina Valeria Km 68.300 &#8211; 67063 &#8211; Oricola Carsoli<br />
 Tel. 0863 997388 &#8211; Fax 0863 992173</p>
<p>Per riservare i posti a sedere che sono limitati a 100 e per tutte le altre informazioni contattare il tel. 3472672204<br />
 o la e-mail: 2012oltreilmistero@libero.it</p>
<p>Evento organizzato da Enigma TV in collaborazione con le associazioni culturali THE MAGIC HOUSE &amp; ROMANIMAMUNDI</p>
<p>Evento Promosso da MedioEvo&#8230; Storia, Mito, Leggenda&#8230;<br />
 Via Inversata, 29 Tivoli tel . 0774 280300 &#8211; 3298257918<br />
 <a rel="nofollow" href="http://www.medioevo.com" target="_blank">www.medioevo.com</a></p>
</blockquote>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small><p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.fabioghioni.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Top Secret America: il mondo segreto del dopo 11 settembre</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 09:18:46 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[11 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Washington Post]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco l&#8217;inchiesta del Washington Post sul gigantesco apparato segreto che gli USA hanno costruito dopo gli attentati alle Torri Gemelle. Un colosso che ha tracciato una vera e propria &#8220;geografia alternativa degli Stati Uniti&#8221; e che il governo non riesce più a controllare. La traduzione italiana è tratta da Internazionale . Copyright &#169; 2008 This feed is [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco l&#8217;inchiesta del <a id="aptureLink_nLEI9GM4MJ" href="http://projects.washingtonpost.com/top-secret-america/">Washington Post</a> sul gigantesco apparato segreto che gli USA hanno costruito dopo gli attentati alle Torri Gemelle. Un colosso che ha tracciato una vera e propria &#8220;geografia alternativa degli Stati Uniti&#8221; e che il governo non riesce più a controllare. La traduzione italiana è tratta da <a id="aptureLink_CTgc0Prj50" href="http://www.internazionale.it/">Internazionale</a> .</p>
<p><a id="aptureLink_Hh3eYVL9MP" style="float: left; padding-top: 0px; padding-right: 6px; padding-bottom: 0px; padding-left: 6px;" href="http://www.fabioghioni.net/Top-Secret-America.pdf"><img style="border: 0px initial initial;" title="Top-Secret-America" src="http://placeholder.apture.com/ph/600x800_ScribdByUrlItem/" alt="" width="600px" height="800px" /></a></p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small><p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.fabioghioni.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Caso Fastweb/riciclaggio: dall&#8217;inchiesta alle manette</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 10:20:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fvxgn74</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da Il punto di venerdì 30 luglio: Per prima cosa le notizie: dall’uscita dell’inchiesta de Il Punto (n° 26 del 1 luglio 2010), che dava conto delle nuove dichiarazioni dell’ex capo del sicurezza informatica del gruppo Telecom Italia, Fabio Ghioni, negli ambienti investigativi romani si è percepito un certo interesse su almeno due zone, ancora grigie, della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da<a id="aptureLink_tqkyqMnffv" href="http://www.ilpuntontc.it/index.php/attualita/1280-riciclaggio-dallinchiesta-alle-manette.html"> <em>Il punto </em>di venerdì 30 luglio</a>:</p>
<blockquote><p>Per prima cosa le notizie: dall’uscita dell’inchiesta de <em>Il Punto </em>(n° 26 del 1 luglio 2010), che dava conto delle nuove dichiarazioni dell’ex capo del sicurezza informatica del gruppo Telecom Italia, <strong>Fabio Ghioni</strong>, negli ambienti investigativi romani si è percepito un certo interesse su almeno due zone, ancora grigie, della maxi operazione di riciclaggio di denaro targata <strong>Fastweb-Telecom Sparkle</strong>.</p>
<p>La prima, di cui il nostro settimanale ha già riferito ai suoi lettori, riguarda certamente gli arbitrati telefonici: quel sistema “mercantile” che permette, attraverso invisibili sequenze di bit “spalloni”, di trasferire e riciclare enormi flussi finanziari convertendoli in minuti telefonici. La seconda riguarda una società, anzi una scatola vuota, come l’hanno definita gli inquirenti, la<strong>Digint Spa</strong>, e il ruolo dell’imprenditore &#8211; con passato e amicizie nella destra eversiva e con un killer della Banda della Magliana - <strong>Gennaro Mokbel</strong>.</p>
<p>Sullo sfondo trova posto anche l’anomala “intrusione” notturna nella redazione romana de <em>Il Punto</em>, avvenuta tra il 3 e il 5 luglio scorso, troppo sospetta per essere opera di sbandati “predoni” e su cui sta indagando la polizia. Dopo l’uscita della nostra inchiesta, che ha suscitato un certo interesse, e forse anche un certo allarme, tanto da spingere l’europarlamentare del Ppe, <strong>Cristiana Muscardini</strong>, a presentare una terza interrogazione su questi stessi temi (vedi box), sono accaduti anche altri due fatti importanti.</p>
<p>Si tratta di quatto arresti, compiuti dal <strong>Ros dei Carabinieri </strong>e dalla <strong>Finanza</strong> su ordine degli stessi magistrati che conducono le indagini sul caso Fastweb-Telecom Sparkle. I primi tre sono stati compiuti il 6 luglio e a finire dietro le sbarre, su ordine della procura distrettuale antimafia di Roma, è toccato a <strong>Simone D’Ascenzo </strong>e <strong>Stefano Fanella</strong>, che per gli inquirenti sono considerati gli “spalloni” del presunto riciclaggio di due miliardi di euro che coinvolge Fastweb e Sparkle.</p>
<p>I due nuovi indagati sono stati arrestati a Roma con l’accusa di associazione a delinquere e trasferimento fraudolento di fondi all’estero. Secondo le indagini avrebbero avuto il compito di trasferire oltreconfine danari proprio per conto di Mokbel, che è ritenuto una delle menti della colossale truffa da oltre 2 miliardi di euro. Fanella, in particolare, avrebbe in qualche modo cercato di inquinare le prove suggerendo ad alcune persone, che dovevano essere sentite dagli inquirenti, di riferire alcuni fatti che potessero aiutare il fratello Silvio, che per i magistrati era promotore, organizzatore e capo dell’associazione a delinquere così come lo stesso Mokbel, l’ex senatore <strong>Nicola Paolo Di Girolamo</strong>, il manager <strong>Carlo Focarelli </strong>e altri due indagati. Un terzo arresto, invece, è stato compiuto a Milano dalla Finanza e riguarda il manager <strong>Federico Palazzari</strong>, accusato di riciclaggio come <strong>D’Ascenzo</strong>.</p>
<p>Quest’ultimo, sarebbe legato a Focarelli, ad <strong>Alessandro Cionco </strong>e <strong>Silvio Fanella</strong>, il fratello dello “spallone”, e sarebbe coinvolto in una serie di operazioni finanziarie che avevano come riferimento una società con sede ad Hong Kong. Finora l’inchiesta condotta dalla <strong>Dda</strong> di Roma ha portato all’emissione di 56 ordinanze di custodia cautelare. L’ultimo arresto, compiuto sempre dal Ros, è dello scorso 8 luglio e riguarda <strong>Lorenzo Cola</strong>, che in passato è stato anche consulente di Finmeccanica e, oggi, si ritrova anche lui indagato nell’ambito dell’inchiesta sul maxi-riciclaggio.</p>
<p>Cola è accusato di riciclaggio internazionale in concorso sempre con Mokbel, Di Girolamo, <strong>Iannilli </strong>e <strong>Toseroni</strong>. Tutti e cinque, a loro volta, sono coinvolti nel nuovo fronte dell’indagine che riguarda in particolare un investimento di 8,3 milioni di euro sborsati da Mokbel, e secondo gli inquirenti di “provenienza delittuosa”, per l’acquisizione di quote della Digint. Proprio quella società di cui ha parlato a <em>Il Punto</em>, Fabio Ghioni: quella che avrebbe acquisito la Srl da lui fondata, la Ikon, specializzata nella progettazione di sofisticati software spia, tuttora in uso a procure e servizi segreti.</p>
<p>La Digint pare sia partecipata da Finmeccanica al 49% e secondo l’accusa Gennaro Mokbel avrebbe versato del denaro su alcuni conti esteri, sia a Iannilli che a Cola, attraverso bonifici fatti da Toseroni. Un‘operazione che nel 2007 avrebbe permesso all’imprenditore “nero” di acquisire il 51% della Digint con un flusso di denaro che &#8211; hanno ricostruito gli investigatori del Ros &#8211; sarebbe partito da Singapore, transitato per San Marino su un conto di Iannilli e finito in Svizzera. La Digint è ritenuta una “scatola vuota”, finalizzata a costituire fondi neri all’estero, come, almeno così sembra, ha confermato alla Dda anche l’ex senatore Di Girolamo.</p>
<p>Secondo l’ipotesi accusatoria &#8211; riferita dall’Ansa &#8211; la Digint avrebbe dovuto acquisire contratti per crescere di valore, per poi vendere a Finmeccanica (che ne deteneva già il restante 49), a un prezzo ovviamente maggiorato rispetto all’originario impiego di risorse finanziarie, quel 51% detenuto dal gruppo Mokbel. Le plusvalenze di questa operazione per gli inquirenti romani sarebbero state ripartite tra gli interessati: «Finmeccanica non ha mai costituito fondi neri all’estero e il presidente del gruppo, <strong>Pier Francesco Guarguaglini</strong>, non ha mai incontrato Gennaro Mokbel».</p>
<p>Questo è quanto, invece, riferisce una nota dello stesso gruppo: «Finmeccanica &#8211; ribadisce il gruppo &#8211; non ha mai costituito all’esterno fondi neri, né ha mai ideato e attivato strutture societarie tali da stornare fondi neri all’estero. Il Presidente e Amministratore Delegato Pier Francesco Guarguaglini non ha mai incontrato Gennaro Mokbel.</p>
<p>Finmeccanica smentisce categoricamente che Mokbel possieda o abbia posseduto direttamente il 51% della Digint. <strong>Nicola Mugnato </strong>è il direttore generale della Digint, espressione della Financial Lincoln SA, e garantisce la gestione e la manutenzione del software di protezione informatica, core business della Digint stessa».</p>
<p>Resta un fatto, non proprio secondario, che dentro quella scatola vuota, come ha ribadito l’hacker del<em>Tiger Team </em>di Telecom, Fabio Ghioni, ci sono anche le tecnologie di Ikon. In particolare quei due sofisticati software - <em>IK webmail e IK spy </em>- molto noti negli ambienti della sicurezza e che in teoria potrebbero impiegare solo l’autorità giudiziaria e le agenzie di intelligence, utilizzabili per spiare caselle di posta elettronica e pedinare computer in rete.</p>
</blockquote>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small><p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.fabioghioni.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Attenti alle vamp sui social network&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 14:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LaMMINISTRATORe</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei pericoli maggiori dei social network è che <strong>non puoi mai avere la certezza che dietro a un profilo ci sia realmente ciò che appare</strong>. Ci possono cascare anche i più esperti, come ad esempio i centinaia di contatti che ha raccolto in pochissimo tempo una cyberconsulente della Marina chiamata Robin Sage. Modellata su Abby Sciuto, l&#8217;addetta all&#8217;analisi forense della serie televisiva NCIS, <strong>Robin Sage era in realtà un personaggio fittizio </strong>inventato da Thomas Ryan, titolare della Provide Security. Ryanh ha dichiarato che sono bastate poche foto per allestire i falsi profili su Facebook, Twitter e su LinkedIn, ritraendo la Sage come una attraente hacker laureata al MIT.</p>
<p>Il risultato è che<strong> circa trecento uomini e donne dell&#8217;esercito americano, di agenzie di intelligence e di compagnie di infomation security l&#8217;hanno inserita tra i propri contatti</strong>. Molti di loro hanno condiviso con lei informazioni personali e foto, l&#8217;hanno invitata a intervenire a conferenze e le hanno chiesto una consulenza su alcuni documenti. Alcuni contatti, aggiunge Ryan, hanno addirittura espresso interesse a ingaggiarla.</p>
<p>Lo scopo dell&#8217;operazione era di verificare quanto potessero essere utili i social network per condurre attività di intelligence sotto copertura. Allo stesso tempo, ha  dimostrato una volta ancora <strong>quanto i social network portino a confondere gli avatar virtuali con la realtà</strong>. E qui non è solo il mezzo, ma anche la credulità di chi, pur esperto, li utilizza.</p>
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		<title>Lo strano destino delle missioni lunari</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 13:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LaMMINISTRATORe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le missioni che hanno inviato i primi uomini sulla Luna  hanno avuto uno strano destino: hanno segnato il trionfo degli Stati Uniti sul rivale sovietico, sono state salutate e ricordate come la massima conquista umana e poi, nel giro di pochi anni, archiviate senza alcun ripensamento. E ora vecchie e nuove superpotenze vaneggiano nel tentativo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le missioni che hanno inviato i primi uomini sulla Luna  hanno avuto uno strano destino: hanno segnato il trionfo degli Stati Uniti sul rivale sovietico, sono state salutate e ricordate come la massima conquista umana e poi, nel giro di pochi anni, archiviate senza alcun ripensamento. E ora vecchie e nuove superpotenze vaneggiano nel tentativo di ripetere l&#8217;operazione.</p>
<p>Non è un segreto che la Cina nutra da tempo ambizioni sul nostro satellite. Ora BBC News annuncia che la superpotenza sta mettendo a punto un nuovo potentissimo motore per la prossima generazione di razzi spaziali. Avrà una spinta di 660 tonnellate e brucerà ossigeno liquido ad alta potenza. Il progresso rispetto alla tecnologia precedente è notevole: per fare un esempio, il Long-March 5, attualmente il razzo più potente della flotta cinese, ha una spinta di 120 tonnellate.“<strong>Razzi di 600 tonnellate di spinta possono essere giustificati solo per mandare esseri umani sulla Luna</strong>, se questi progetti sono approvati”, commenta a BBC News Li Tongyu, direttore generale del dipartimento the marketing alla China Academy of Launch Vehicle Technology (CALT).</p>
<p>A questo punto, però, è bene porsi una domanda. <strong>Come mai una tecnologia che permise agli Stati Uniti di arrivare sulla Luna non è più stata eguagliata in quarant&#8217;anni da nessuna superpotenza, malgrado gli enormi progressi tecnologici in tutti i campi</strong>? Gli stessi Stati Uniti, dal 1972, non hanno più inviato equipaggi oltre la fascia di Van Allen, concentrandosi sulle missioni dello Shuttle. Non era sembrato deludente, dopo tanti trionfi rimanere lì, ancorati all&#8217;orbita? Tutto ciò, se escludiamo eventuali missioni segrete che potremmo solo ipotizzare, è davvero curioso.</p>
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		<title>Il worm di Siemens si accanisce contro l&#8217;Iran</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 15:28:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LaMMINISTRATORe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La vicenda del worm Stuxnet potrebbe essere un esempio di come certe falle nei sistemi non siano casuali, ma si aprano al momento opportuno per colpire obiettivi mirati. Nelle scorse settimane, Stuxnet ha provocato allarme per aver sfruttato una nuova falla in Windows e una (già nota) nei software SCADA di Siemens, utilizzati per controllare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La vicenda del worm Stuxnet potrebbe essere un esempio di come <strong>certe falle nei sistemi non siano casuali, ma si aprano al momento opportuno per colpire obiettivi mirati</strong>. Nelle scorse settimane, Stuxnet ha provocato allarme per aver sfruttato una nuova falla in Windows e una (già nota) nei software SCADA di Siemens, utilizzati per controllare gli impianti industriali ma anche infrastrutture critiche come reti elettriche e raffinerie di gas.</p>
<p>Lo scopo del worm sembrava dunque lo spionaggio industriale, ma ora si apre una nuova ipotesi. In questi giorni, infatti, tutto il traffico che puntava ai server che comandavano il worm è stato analizzato e ne è risultato un dato quantomeno curioso, ovvero che <strong>il 60% dei sistemi infetti sarebbero iraniani</strong>. Diventa difficile allora non pensare <strong>alla guerra cibernetica che sta interessando la regione e che sta preparando il terreno alla guerra reale</strong>.</p>
<p>E poi c&#8217;è Siemens, che, dal canto suo, è reticente sul numero dei suoi clienti in Iran. Tuttavia, all&#8217;inizio di quest&#8217;anno l&#8217;azienda tedesca aveva dichiarato di voler diminuire gli affari nella regione, che, <a id="aptureLink_Mo69uq84FH" href="http://online.wsj.com/article/SB123379548035950207.html">secondo il Wall Street Journal</a>, hanno fruttato  438 milioni di euro nel 2008. Inoltre, sempre secondo il WSJ,<strong> i 290 dipendenti Siemens lavorano proprio nelle infrastrutture di gas e oleodotti e nel settore delle telecomunicazioni</strong> e – altra casualità – due anni fa Siemens in partnership con Nokia fornì all&#8217;Iran tecnologie avanzatissime per le intercettazioni. Infine, se vogliamo dare proprio dare voce alle &#8216;malelingue&#8217;, ci sarebbe anche chi accusa Siemens di collaborare con il governo iraniano per costruire la famosa bomba&#8230;</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small><p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.fabioghioni.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Attacco nucleare? Non chiedete aiuto agli USA</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 13:58:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LaMMINISTRATORe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo un rapporto del Dipartimento della Difesa americana, l&#8217;esercito americano si troverebbero del tutto impreparato di fronte a un attacco nucleare: le infrastrutture sarebbero fuori uso, gli equipaggiamenti inadeguati e le truppe non saprebbero cosa fare, perché non sono state addestrate per questo tipo di eventualità. Secondo la task force che ha redatto il rapporto, dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo <a id="aptureLink_0qFjUEAIYY" href="http://www.acq.osd.mil/dsb/reports/NWE-National-Enterprise.pdf">un rapporto del Dipartimento della Difesa americana</a>, <strong> l&#8217;esercito americano si troverebbero del tutto impreparato di fronte a un attacco nucleare</strong>: le infrastrutture sarebbero fuori uso, gli equipaggiamenti inadeguati e le truppe non saprebbero cosa fare, perché non sono state addestrate per questo tipo di eventualità.</p>
<p>Secondo la task force che ha redatto il rapporto, <strong>dopo il crollo dell&#8217;Unione Sovietica i vertici militari  hanno abbassato la guardia</strong> di fronte alla minaccia nucleare. Ma, avverte il Dipartimento, se un attacco nucleare su larga scala è oggi altamente probabile, ormai anche un attacco limitato potrebbe paralizzare l&#8217;intero esercito.</p>
<p>“Molti di coloro che hanno preso decisioni dopo la Guerra Fredda non hanno questo problema &#8216;a portata di radar&#8217;,” afferma il rapporto “mentre altri non vi prestano alcuna attenzione perché faticano a vederlo come una preoccupazione legittima”. Secondo il Dipartimento, c&#8217;è una “allarmante atrofia” tra i militari nel comprendere la questione nucleare. <strong>La possibilità di un attacco è percepita come remota</strong> e perciò i costi degli equipaggiamenti a prova di radiazioni e dell&#8217;addestramento delle truppe agli ambienti post-nucleari.</p>
<p>Un sintomo di questa atrofia è il mercato dei semiconduttori, che non mostra più interesse a sviluppare prodotti con requisiti militari. Mentre negli anni &#8217;60 il 92% del mercato dei semiconduttori era costituito da appalti governativi, oggi la percentuale si è ristretta al 5%. Ciò significa che, <strong>mentre un tempo le esigenze militari determinavano lo sviluppo dei prodotti, oggi, invece, l&#8217;esercito americano deve adattarsi a ciò che trova in commercio</strong>. Così, ad esempio, i satelliti militari non risultano sufficientemente rinforzati per sopportare radiazioni maggiori di quelle che normalmente circolano nello spazio.</p>
<p>Tra le varie raccomandazioni, la task force del Dipartimento della Difesa invita l&#8217;esercito a reintrodurre la sopravvivenza ad attacchi nucleari nelle simulazioni, ad addestrare le truppe e a testare la resistenza degli equipaggiamenti esistenti. Ma soprattutto, di <strong>formare una nuova generazione di esperti</strong>.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small><p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.fabioghioni.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Le falle di Windows e Siemens mettono a rischio le infrastrutture critiche</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 07:25:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LaMMINISTRATORe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un nuovo virus per lo spionaggio industriale sta mietendo vittime soprattutto in India, Cina e Iran. Il pericolo sembrerebbe lontano, ma il worm Stuxnet ha sfruttato una nuova vulnerabilità presente in tutte le versioni di Windows che a breve potrebbe essere sfruttata da virus di più ampia portata. La minaccia è molto seria, perché la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo virus per lo spionaggio industriale sta mietendo vittime soprattutto in India, Cina e Iran. Il pericolo sembrerebbe lontano, ma il worm Stuxnet ha sfruttato <strong>una nuova vulnerabilità presente in tutte le versioni di Windows che a breve potrebbe essere sfruttata da virus di più ampia portata</strong>. La minaccia è molto seria, perché la falla permette di penetrare in un computer attraverso i dispositivi USB e le condivisioni di rete WebDAV. <strong>Per contrarre il virus, è sufficiente che compaia l&#8217;icona del collegamento infetto</strong>: a quel punto, un file <em>.lnk</em> eseguirà un codice malevolo con gli stessi privilegi dell&#8217;utente loggato.</p>
<p>Come riporta <a id="aptureLink_6DS3c8wqo5" href="http://news.cnet.com/8301-27080_3-20011159-245.html?tag=nl.e703">Cnet</a> , il worm Stuxnet non provoca danni al vostro computer, a meno che non abbiate installato il software per sistemi <a id="aptureLink_h0WkTPgpWo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/SCADA">SCADA</a> della Siemens Simatic <em>Wincc</em>, utilizzato per monitorare impianti industriali e  infrastrutture critiche come reti elettriche e raffinerie di gas. Ma se trova ciò che &#8216;desidera&#8217;, il virus ha via libera grazie a <strong>un&#8217;altra falla, clamorosa, questa volta nella sicurezza del software Siemens</strong>. Il database di Simantec è infatti protetto da una password che non può essere modificata e che <a id="aptureLink_Mpds2erqOP" href="http://www.wired.com/threatlevel/2010/07/siemens-scada/">è pubblica da almeno due anni</a>, da quando cioè è apparsa sui forum di assistenza in Germania e in Russia.</p>
<p>Microsoft e Siemens stanno lavorando per riparare le rispettive vulnerabilità. In attesa di rilasciare una patch, Microsoft ha reso disponibile il tool &#8216;<a id="aptureLink_SsVqIMpPoQ" href="http://www.microsoft.com/technet/security/advisory/2286198.mspx">fix-it</a>&#8216; per bloccare eventuali attacchi.</p>
<p>Da parte sua, Siemens ha reso disponibile <a id="aptureLink_uxUSEdaNTn" href="http://support.automation.siemens.com/WW/llisapi.dll?func=cslib.csinfo&amp;lang=en&amp;objid=43876783&amp;caller=view">un programma per rilevare ed eliminare il worm</a>, ma avverte che<strong> l&#8217;operazione potrebbe compromettere alcuner funzioni sensibili degli impianti</strong>. “Siccome ogni impianto è configurato individualmente, non possiamo escludere la possibilità che rimuovere il virus possa danneggiare il vostro impianto in qualche modo” avverte l&#8217;azienda, che raccomanda inoltre di tenere aggiornato l&#8217;antivirus, perché sono già in circolazione nuovi derivati del virus.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small><p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.fabioghioni.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>AIDS 2010: e se l&#8217;HIV non fosse la causa?</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 12:34:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LaMMINISTRATORe</dc:creator>
				<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[AIDS]]></category>
		<category><![CDATA[AIDS 2010 Vienna]]></category>
		<category><![CDATA[AZT]]></category>
		<category><![CDATA[HIV]]></category>

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		<description><![CDATA[A quasi trent&#8217;anni dalla scoperta dell&#8217;AIDS, più di 33 milioni di persone in tutto il mondo sono sieropositive. E mentre il numero di malati cala nei paesi storicamente più colpiti, i casi aumentano in modo allarmante nell&#8217;Europa dell&#8217;Est e in Asia Centrale. Tuttavia, pochi sanno che nel mondo medico non c&#8217;è accordo sulla definizione della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A quasi trent&#8217;anni dalla scoperta dell&#8217;AIDS, più di 33 milioni di persone in tutto il mondo sono sieropositive. E mentre il numero di malati cala nei paesi storicamente più colpiti, i casi aumentano in modo allarmante nell&#8217;Europa dell&#8217;Est e in Asia Centrale.</p>
<p>Tuttavia, pochi sanno che<strong> nel mondo medico non c&#8217;è accordo sulla definizione della malattia, né sulle sue cause</strong>. E non stiamo parlando di pochi &#8216;eretici&#8217;, perché sono almeno 2500 gli scienziati che non accettano la versione ufficiale, secondo cui la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita sarebbe provocata dal virus HIV, o perlomeno che solo l&#8217;HIV provochi l&#8217;AIDS. &#8220;Sappiamo che errare è umano,&#8221; diceva  Kary B. Mullis, Premio Nobel per la Chimica nel 1993, &#8220;ma l&#8217;ipotesi Hiv-Aids è un errore macroscopico. Lo dico forte e chiaro per mettere in guardia la gente&#8221;.  Ecco dunque i pareri di alcuni esperti che <em>Russia Today </em>ha raccolto durante la conferenza internazionale AIDS 2010 che si sta svolgendo proprio in questi giorni in Austria.</p>
<h3>I negazionisti dell&#8217;AIDS?</h3>
<p>I dissidenti devono spesso affrontare l&#8217;ostilità del mondo accademico. Nel corso deglia anni, infatti, <strong>mettere in dubbio che l&#8217;HIV provochi l&#8217;AIDS è stato addirittura paragonato a negare l&#8217;Olocausto</strong>. “Penso che l&#8217;espressione &#8216;AIDS denial&#8217; sia soltanto polemica.&#8221; dichiara l&#8217;omeopata e psicoterapeuta austriaca Uta Santos-Konig &#8221; Nessuno nega che esista una Sindrome da Immunodeficienza, ma una scienza che sia viva ha il permesso di mettere in discussione un certo modello di pensiero. Siamo tutti scienziati e medici, perché non dovremmo poter discutere? Mi stupisce che la reazione sia a volte così aggressiva.”</p>
<p>Ma il dottor Andrew Ball del dipartimento HIV/AIDS dell&#8217;OMS non sembra avere dubbi: ci sono “prove molto evidenti che l&#8217;HIV è la causa dell&#8217;AIDS”. E liquida così le obiezioni: “È un vecchio dibattito, con cui abbiamo dovuto confrontarci. Naturalmente la scienza deve essere aperta a ogni nuova prova, ma per quanto siamo interessati, non c&#8217;è certamente alcuna nuova prova che dimostri il contrario.” Tuttavia,<strong> le voci contrarie alla visione dominante sono troppe per non essere ascoltate</strong>.</p>
<p><a id="aptureLink_xNlRvx7b9O" href="http://www.youtube.com/watch?v=Uc4MswwllB8">Guarda il dibattito su Russia Today</a></p>
<h3>Il test è inefficace</h3>
<p>Joan Shenton, fondatrice della Immunity Resource Foundation, afferma che la sua organizzazione ha combattuto per 24 anni contro il dogma che stabilisce un legame diretto tra HIV e AIDS. Secondo la Shenton, non solo il trattamento è inefficiente, ma anche i test convenzionali sull&#8217;HIV non sono affidabili: “Il test dell&#8217;HIV è un crimine assoluto. <strong>Puoi risultare positivo per 67 condizioni&#8230; tubercolosi, sifilide, malaria, micosi invasiva..</strong>. All&#8217;Università del Surrey abbiamo sottoposto 35 campioni a tre differenti serie di test. Due serie di test hanno dato risultati molto simili, mentre secondo la terza 19 persone erano in una sorta di zona grigia. Una delle persone testate risultò negativa due volte quando la portammo al London Teaching Hospital, ma è risultato positivo per tre volte nel nostro test a doppio cieco.”</p>
<p><span style="font-size: small;"><a id="aptureLink_5LnSHObrrN" href="http://www.youtube.com/watch?v=buoGGsch5mM">Guarda l&#8217;intervista a Joan Shenton su Russia Today</a></span></p>
<h3>La cura è il primo killer</h3>
<p>Secondo il dottor Christian Fiala, la versione ufficiale su HIV e AIDS è influenzata dagli interessi della case farmaceutiche: “<strong>È dimostrato che il trattamento dell&#8217;AIDS ha ucciso un grande numero di pazienti nei primi anni novanta</strong>, ed è verificabile che l&#8217;attuale trattamento dell&#8217;AIDS è appena meno tossico di allora.”</p>
<p>La principale causa di morte dei pazienti di AIDS sarebbe proprio il trattamento stesso, e soprattutto l&#8217;antivirale l&#8217;<a id="aptureLink_ur26YZ8AfP" href="http://en.wikipedia.org/wiki/AZT">AZT</a>. “Sono stato testimone di intossicazioni di massa dei pazienti con l&#8217;AZT.&#8221; dice il dottor Claus Koehnlein &#8220;L&#8217;AZT era il primo trattamento raccomandato e tutti oggi sappiamo che era in un dosaggio troppo alto.<strong> Dare 1500 milligrammi ogni giorno a un paziente equivale a ucciderlo virtualmente. Questa è la ragione per cui tutti credono che l&#8217;HIV è un virus mortale</strong>. Non c&#8217;è ancora nessuna prova che questo assunto sia vero” prosegue Koehnlein. “Il trattamento oggi è in alcuni casi buono per pazienti che hanno contratto l&#8217;AIDS per via chimica, ovvero per i gay e per chi assume droghe e contrae l&#8217;AIDS dopo anni – loro [possono beneficiare] del trattamento di oggi”.</p>
<p><a id="aptureLink_0d2gDAyKUh" href="http://www.youtube.com/watch?v=xqBfJMsJjw8">Guarda l&#8217;intervista a Claus Koehnlein su Russia Today</a></p>
<h3>Alternative</h3>
<p>Arthur Singer, uno dei primi sieropositivi diagnosticati in occidente, è tutt&#8217;ora vivo e vegeto, malgrado all&#8217;epoca l&#8217;unica prospettiva fosse la morte certa. “Era il 1986 quando i titoli dei giornali dicevano che l&#8217;AIDS uccide e lo chiamavano la malattia degli omosessuali&#8221; racconta Singer &#8220;Essere uno dei primi casi diagnosticati è stato un grande shock per me –<strong> diventi depresso e pensi che morirai, perché è questa l&#8217;informazione che hai ricevuto.</strong> <strong>Un virus mortale, quale non è</strong>.” Singer ha raccontato nel suo libro 23 years positive l&#8217;esperienza con il proprio dottore, al di fuori delle cure ufficiali.</p>
<p>Le ipotesi alternative sono considerate seriamente anche dal mondo accademico. Per il dottor Marco Ruggiero dell&#8217;Università di Firenze, esistono nuove prospettiva che potrebbero essere dirompenti: “Proprio lo scorso anno il professor Yamamoto ha pubblicato un paper in una prestigiosa rivista di virologia, in cui dimostrava che l&#8217;infezione dell&#8217;HIV può essere sradicata stimolando il sistema immunitario. Non è così facile ma, certo, possiamo affermare che <strong>ci possono essere cure alternative che sono già state pubblicate e stiamo confermando i nostri dati con quei risultati</strong>.”</p>
<p><a id="aptureLink_BPeoqZAQx2" href="http://www.youtube.com/watch?v=n4eMkdYhaZE">Guarda l&#8217;intervista al dottor Marco Ruggiero su Russia Today</a></p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small><p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.fabioghioni.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Colpito sei volte da un meteorite: &#8220;Colpa degli alieni&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 15:27:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fvxgn74</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;eventualità di essere colpiti da un meteorite è, grazie al cielo, molto rara. Ma quando capita più di una volta nel giro di pochi anni, è quasi legittimo pensare a una persecuzione. Così, Radivoje Lajic, un cinquantenne che abita in un piccolo villaggio nel nord della Bosnia, è giunto alla conclusione che non può essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;eventualità di essere colpiti da un meteorite è, grazie al cielo, molto rara. Ma quando capita più di una volta nel giro di pochi anni, è quasi legittimo pensare a una persecuzione.</p>
<p>Così, Radivoje Lajic, un  cinquantenne che abita in un piccolo villaggio nel nord della Bosnia, è giunto alla conclusione che non può essere un caso se <strong>dal 2007 la sua casa è stata bersagliata per ben sei volte da un meteorite</strong>, per di più sempre mentre piove: “È evidente che sono stato preso di mira dagli extraterrestri” ha dichiarato l&#8217;uomo “non so cosa ho fatto per offenderli, ma non c&#8217;è nessun&#8217;altra spiegazione sensata. Stanno giocando con me. Non so perché lo stiano facendo. Quando piove, non posso dormire per paura di prenderne un&#8217;altro”. È curioso che, mentre un tempo la &#8216;colpa&#8217; sarebbe ricaduta su qualche divinità, oggi viene spontaneo pensare a qualche abitante dello spazio in vena di giocare. Insomma, forse non è cambiato nulla e c&#8217;è un fondo di verità in tutto questo.</p>
<p>Lajic ha venduto uno dei poriettili alieni a una università olandese. Con i soldi ricavati, si è comprato una trave di acciaio per rinforzare il tetto contro nuovi attacchi dallo spazio. Nel frattempo, gli scienziati stanno studiando i campi magnetici attorno alla sua proprietà per spiegare gli impatti così frequenti.</p>
<p>Per lo sfortunato uomo, c&#8217;è però anche un risvolto positivo, perché <strong>Gornji Lajici, il suo villaggio, ora è frequentatissimo</strong>: “Questi meteoriti hanno reso la mia famiglia felice, perché abbiamo incontrato molta gente da tutto il mondo interessata a questo fenomeno. E ho avuto talmente tanti visitatori che sto pensando di costruire un piccolo museo nel retro del mio giardino”. Ovviamente, sempre che qualcuno, da lassù, non lo distrugga con un altro proiettile&#8230;</p>
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		<title>Steve Jobs è il nuovo Darth Fener?</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 09:57:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LaMMINISTRATORe</dc:creator>
				<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
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		<description><![CDATA[Il nome di Steve Jobs sui media è ormai onnipresente, e poco importa che lo sia anche per l&#8217;affaire Gizmodo o per l&#8221;antennagate&#8217;. Nella comunicazione conta solo l&#8217;esserci, indipendentemente dalla qualità. Così, ora che è riuscito a intaccare la supremazia di Microsoft, era prevedibile che il &#8216;buon&#8217; Jobs cominciasse a non essere più così &#8216;buono&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nome di Steve Jobs sui media è ormai onnipresente, e poco importa che lo sia anche per l&#8217;affaire Gizmodo o per l&#8221;antennagate&#8217;. <strong>Nella comunicazione conta solo l&#8217;esserci, indipendentemente dalla qualità</strong>. Così, ora che è riuscito a intaccare la supremazia di Microsoft, era prevedibile che il &#8216;buon&#8217; Jobs cominciasse a non essere più così &#8216;buono&#8217; nell&#8217;immaginario collettivo.</p>
<p>In questo video della taiwanese NMA (è in cinese, ma si comprende benissimo) Jobs sconfigge a colpi di spada laser Bill Gates-Darth Fener e si appropria del suo elmo, diventando il nuovo cattivo. Al di là delle recriminazioni per l&#8217;antenna dell&#8217;iPhone 4, c&#8217;è qualcosa che questo filmato coglie perfettamente: <strong>Jobs è capace di creare per i suoi prodotti un entusiasmo ipnotico al limite della schiavitù</strong>, ben rappresentata dalla palla da carcerati legata al piede degli acquirenti. Tutto questo, ovviamente, andrà comunque a suo beneficio.</p>
<p>
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="600" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Tn-YesqzvNk&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="385" src="http://www.youtube.com/v/Tn-YesqzvNk&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Su Google il Vaticano appare come pedofilo.com</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 15:24:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fvxgn74</dc:creator>
				<category><![CDATA[psycho war]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[googlebombing]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante lo scorso fine settimana, cercando &#8216;Vatican&#8217; su Google spuntava il sito www.pedofilo.com, che riproduceva esattamente i contenuti del sito ufficiale del Vaticano. Il risultato &#8216;anomalo&#8217; è stato prodotto con un attacco di googlebombing , una pratica che permette di aumentare il ranking di una pagina sul motore di ricerca in base a determinate parole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante lo scorso fine settimana, cercando &#8216;Vatican&#8217; su Google spuntava   <strong>il sito www.pedofilo.com, che riproduceva esattamente i contenuti del sito ufficiale del Vaticano</strong>. Il risultato &#8216;anomalo&#8217; è stato prodotto con un attacco di<strong> </strong><a id="aptureLink_w4woxCiVIt" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Googlebombing">googlebombing</a> , una pratica che permette di aumentare il ranking di una pagina sul motore di ricerca in base a determinate parole chiave. Il sito pedofilo.com appariva già nei risultati sabato scorso, quando i responsabili del sito del Vaticano hanno avvertito Google. Solo in tarda serata il motore di ricerca è riuscito a risolvere l&#8217;inconveniente, che appariva così:</p>
<p style="text-align: center;"><a id="aptureLink_XVOwbKhJSM" style="margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 0px; margin-left: auto; text-align: center; display: block; padding-top: 0px; padding-right: 6px; padding-bottom: 0px; padding-left: 6px;" href="http://www.fabioghioni.net/C_0_articolo_486572_listatakes_itemTake_0_immaginetake.jpg"><img class="aligncenter" src="http://www.fabioghioni.net/C_0_articolo_486572_listatakes_itemTake_0_immaginetake.jpg" alt="" width="452px" height="227px" /></a></p>
<p>Contattato dall&#8217;Ansa, il responsabile di Google Italia Simona Pansieri ha però esitato   ad ammettere che i risultati erano stati manipolati (“Non posso confermare che si tratti di un attacco finché non avrò indicazioni piu&#8217; precise dagli ingegneri americani per capire la natura del problema&#8221;). Dopo numerose ore di lavoro e a problema risolto, la questione è stata liquidata come “errore di indicizzazione”. <strong>Il fatto è che ufficialmente il motore di ricerca dovrebbe essere immune da attacchi di google-bombing da diverso tempo</strong>. Tuttavia, come questo episodio ha dimostrato, manipolare i risultati del motore di ricerca è tutt&#8217;ora possibile&#8230;</p>
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		<title>La Cina offre le sue centrali nucleari all&#8217;Argentina</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 08:59:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fvxgn74</dc:creator>
				<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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		<category><![CDATA[reattori nucleari]]></category>

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		<description><![CDATA[La Cina ha offerto al governo argentino la sua tecnologia per costruire quattro nuovi impianti nucleari. La scorsa settimana, il presidente  argentino Cristina Fernandez è stata ricevuta dal primo ministro cinese Wen Jibao per discutere della questione. La Fernandez ha dichiarato che “tutto procede molto bene” e che entrambe le nazioni sono “complementari” e beneficeranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Cina ha offerto al governo argentino la sua tecnologia per costruire<strong> quattro nuovi impianti nucleari</strong>. La scorsa settimana, il presidente  argentino Cristina Fernandez è stata ricevuta dal primo ministro cinese Wen Jibao per discutere della questione. La Fernandez ha dichiarato che “tutto procede molto bene” e che entrambe le nazioni sono “complementari” e beneficeranno degli accordi raggiunti. I due paesi hanno firmato inoltre u<strong>n accordo per promuovere la crescita e la diversificazione del commercio bilaterale</strong> “prestando un&#8217;attenzione costante agli scambi di prodotti di maggior valore aggiunto in termini di complessità tecnologica”.</p>
<p>Oltre alla Cina, anche compagnie dal Canada, Corea del Sud, Russia, Giappone e Francia hanno manifestato interesse per sviluppare il progetto dell&#8217;Argentina, che su questo tema prenderà una decisione entro la metà del 2011. L&#8217;accordo vale 3 miliardi di dollari.<strong> L&#8217;Argentina ricava attualmente il 6,8% dell&#8217;elettricità dal nucleare e l&#8217;amministrazione Fernandez intende  raggiungere il 21,1 % nel 2025</strong>.</p>
<p>Dal canto suo, la Cina ha 11 reattori nucleari nelle aree costiere e prevede di arrivare a 100 nei prossimi venti anni per rispondere alla domanda di energia crescente, “equagliando il numero attuale dei quelle statunitensi”.</p>
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		<title>La valle dei lupi: l&#8217;Irak visto dai musulmani</title>
		<link>http://www.fabioghioni.net/2010/07/la-valle-dei-lupi-lirak-visto-dai-musulmani/</link>
		<comments>http://www.fabioghioni.net/2010/07/la-valle-dei-lupi-lirak-visto-dai-musulmani/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 13:14:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fvxgn74</dc:creator>
				<category><![CDATA[guerre]]></category>
		<category><![CDATA[psycho war]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[irak]]></category>
		<category><![CDATA[La valle dei lupi]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Visto che è in programma una nuova guerra contro un altro stato “canaglia” (l&#8217;Iran, per chi non l&#8217;avesse capito), è bene fare una riflessione sulla propaganda mediatica e sulle false convinzioni che plasma nelle nostre menti. In questo, il cinema hollywoodiano ha svolto un ruolo fondamentale creando <strong>gli stereotipi caricaturali del nemico di turno, contrapposto all&#8217;americano civilizzato e animato da sentimenti umanitari</strong>.</p>
<p>Si tratta, ovviamente, della versione dei vincitori, e per quanto non siano mancate voci critiche di spessore notevole, raramente ci può capitare di assistere a una versione radicalmente diversa, a <strong>un ribaltamento totale della prospettiva che ci permetta di immedesimarci nel nemico stesso</strong>. Una buona occasione per farlo è vedere <em>La valle dei lupi</em>, film turco del 2005 di Serdar Akar  sull&#8217;invasione in Irak che per uno spettatore occidentale può rivelarsi un vero shock (ecco <a id="aptureLink_6nJG5fgMxO" href="http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=182">un articolo illuminante sui contenuti del film</a>)</p>
<p><em>La valle dei lupi</em> prende spunto da episodi realmente accaduti – come le violenze nella prigione di Abu Ghraib &#8211; ma non presenta i fatti per come sono, bensì secondo<strong> un altro punto di vista, che raramente ci capita di prendere in considerazione</strong>. Che gli americani siano considerati dagli irakeni degli invasori lo sappiamo o lo possiamo immaginare. È difficile però avere l&#8217;occasione di vederlo con gli occhi di un musulmano, con tutto ciò che ne consegue.</p>
<p>E allora, potremmo accorgerci che <strong>agli occhi dei civili irakeni i soldati statunitensi forse non sono molto diversi dai nazisti per le popolazioni occupate durante la Seconda Guerra Mondiale</strong>. Che, agli occhi di chi subisce la loro occupazione, gli americani sono mossi dalla stessa ferocia, dallo stesso arbitrio, dalla stessa crudeltà. E il fanatismo che noi attribuiamo loro non è minore del fanatismo che loro vedono in noi.</p>
<p>La Valle dei lupi non è un&#8217;opera di arte cinematografica, ma vale la pena vederlo proprio perché applica<strong> gli stessi eccessi del cinema di guerra statunitense alla parte solitamente opposta</strong>. Si tratta, è bene ripeterlo, di un altro punto di vista, non della verità. Ma il dramma, in queste circostanze, non è proprio lo scontro tra punti di vista inconciliabili?</p>
<p>Un episodio su tutti, anch&#8217;esso tratto da un fatto reale: una festa di matrimonio finisce in una strage di innocenti, perché i soldati statunitensi, sentendo degli spari, li scambiano per terroristi. E finiscono, paradossalmente, per produrre davvero dei kamikaze pronti a farsi esplodere per vendetta. Ma ecco che arriva la scena più rivelatoria del film, dove lo sceicco Kerkuki, padre della sposa  sopravvissuta alla strage, la dissuade dal diventare una kamikaze. Ricordandole i principi dell&#8217;islam più puro e illuminato – proprio quello che sui nostri media non trova alcuno spazio – lo sceicco dimostra come ciò che riteniamo reale è in realtà in gioco di specchi che ha l&#8217;unico scopo di abbagliare: “Ogni azione suicida accresce la nostra impotenza e debolezza.<strong> È per questo che i nostri nemici desiderano che il numero di queste azioni aumenti. Addirittura potrebbero aver organizzato queste azioni essi stessi</strong>”. Dov&#8217;è la verità, allora?</p>
<h4>La scena in cui lo sceicco Kerkuki dissuade Lyela dal diventare una kamikaz﻿e</h4>
<p>
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</p>
<h4><span style="font-weight: normal;">Un&#8217;altra scena del film, ambientata nella prigione di Abu Ghraib</span></h4>
<p>
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</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h4>Un documentario su la Valle dei lupi Irak</h4>
<p>
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<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small><p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.fabioghioni.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;esame va male? Rivolgiti a un hacker&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 12:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fvxgn74</dc:creator>
				<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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		<category><![CDATA[hacker]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli slogan sono allettanti e da noi eclisserebbero Cepu: “Se ti è andata male all&#8217;esame, rivolgiti al nostro team di hacker”. In Cina sembra proprio che gli hacker abbiano trovato la gallina dalle uova d&#8217;oro manipolando i voti delle università e degli istituti di certificazione. La tentazione, dicono gli studenti, è forte, visto che le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli slogan sono allettanti e da noi eclisserebbero Cepu: “Se ti è andata male all&#8217;esame, rivolgiti al nostro team di hacker”. In Cina sembra proprio che gli hacker abbiano trovato la gallina dalle uova d&#8217;oro <strong>manipolando i voti delle università e degli istituti di certificazione</strong>.</p>
<p>La tentazione, dicono gli studenti, è forte, visto che le aziende sono molto attente ai punteggi. Ma <strong>se mai qualcuno vi proponesse un servizio del genere, statene alla larga</strong>: oltre al rischio di essere scoperti &#8211; e a farne le spese sareste prima di tutti voi e non l&#8217;hacker &#8211; è molto probabile che dietro queste operazioni si nascondano<strong> tentativi di frode, ricatto e di furto di identità</strong>.</p>
<p>In Cina l&#8217;hype su questo tema è vertiginoso. Secondo il <a id="aptureLink_aP5Gy9dNQD" href="http://english.people.com.cn/90001/90776/90882/7065613.html">China Daily</a> , cercando in cinese “hacking editing scores” <strong>i motori di ricerca danno dozzine di pagine di risultati</strong>. I costi per modificare i propri voti variano da poche migliaia di yuan a più di diecimila (mille yuan equivalgono a circa 115 euro), a seconda dell&#8217;università coinvolta.</p>
<p>Un reporter del quotidiano cinese ha chiamato il numero telefonico riportato in uno di questi siti. Fingendosi uno studente, chiede se è possibile cambiare il voto a un esame fallito presso l&#8217;Università di Affari Internazionali ed economia di Pechino.</p>
<p>Dopo aver controllato la home page dell&#8217;università, l&#8217;hacker risponde che non ci dovrebbe essere alcun problema: l<strong>&#8216;operazione può richiedere fino a cinque giorni di lavoro e per modificare un solo esame il prezzo è di 1.600 yuan, meno di duecento euro</strong>. Il team si occuperà di ogni dettaglio e farà firmare al cliente un accordo confidenziale a operazione conclusa. E raccomanda: “Mantieni il segreto, altrimenti il tuo voto potrebbe essere problematico”.</p>
<p>Un esperto di network security cinese afferma che<strong> manipolare i voti degli esami universitari è tecnicamente possibile</strong>: “Il sistema registra tutte le operazioni regolari, ma se l&#8217;hacker penetra per altre vie, utilizzando i suoi bug senza le notifiche di sistema, potrebbe essere possibile non lasciare alcuna traccia degli interventi”.</p>
<p>Le autorità cinesi, al momento, dichiarano di non aver ricevuto alcuna segnalazione di attività illegali al riguardo. E ciò potrebbe confermare che l&#8217;affare è una truffa per estorcere i dati personali. <strong>E una volta che lo studente ha pagato, come potrebbe rivalersi sull&#8217;hacker?</strong> Sarebbe come se il mandante di un omicidio denunciasse il killer per non aver svolto il lavoro&#8230;</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small><p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.fabioghioni.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>La dodicesima spia russa lavorava per Microsoft</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 15:09:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fvxgn74</dc:creator>
				<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[FBI]]></category>
		<category><![CDATA[FSB]]></category>
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		<category><![CDATA[spie russe]]></category>
		<category><![CDATA[vulnerabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>

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		<description><![CDATA[Il vetitreenne Alexey Karetnikov, la dodicesima spia russa scoperta dall&#8217;FBI all&#8217;inizio di questo mese, testava i software per Microsoft, nietedimeno che nel quartier generale di Redmond. Lo ha confermato la stessa Microsoft, senza fornire ulteriori dettagli. L&#8217;FBI minimizza: “Era solo agli inizi; si era appena messo in proprio”, “non ha ottenuto assolutamente alcuna informazione”. Ora, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il vetitreenne Alexey Karetnikov, la dodicesima spia russa scoperta dall&#8217;FBI all&#8217;inizio di questo mese, testava i software per Microsoft, nietedimeno che nel quartier generale di Redmond. Lo ha confermato la stessa Microsoft, senza fornire ulteriori dettagli. L&#8217;FBI minimizza: “Era solo agli inizi; si era appena messo in proprio”, “non ha ottenuto assolutamente alcuna informazione”.</p>
<p>Ora, la faccenda è delicata e non sorprende tanto laconismo e, forse, imbarazzo. <strong>Microsoft, come Google, è un&#8217;infrastruttura critica per gli USA</strong>. Da tempo – e non è un mistero – <a id="aptureLink_Brj761yDk1" href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/01/08/AR2007010801352.html">Microsoft e la National Security Agency collaborano insieme</a> “per aiutare la sicurezza di tutti” (<em>sic</em>). Cosa significhi questa affermazione lo sanno bene in Cina, dove nel 2008 Microsoft mandò in tilt milioni di computer durante un&#8217;operazione antipirateria. In parole povere:<strong> le falle nel sistema operativo più diffuso al mondo non sono casuali e non vanno solo a beneficio dei cybercriminali</strong>, ma servono anche a chi le ha create per penetrare nei sistemi, quando ne abbia bisogno. Proprio per questo sia la Cina che la Corea del Nord si stanno dotando di sistemi operativi propri e, notizia di questi giorni, <a id="aptureLink_UIZqhckiHE" href="http://www.ossblog.it/post/6491/la-russia-ha-acquistato-una-parte-di-mandriva">il governo Russo ha acquistato parte di Mandriva</a> per sviluppare una distribuzione Linux di Stato.</p>
<p>Dunque, forse la fantasia corre un po&#8217; troppo, ma è perlomeno curioso che per nove mesi l<strong>a spia russa Alexey Karetnikov abbia lavorato per l&#8217;azienda di Redmond e contemporaneamente per la Neobit</strong> (secondo il suo – come sempre galeotto – <a id="aptureLink_A73heqI9vL" href="http://www.facebook.com/alexey.karetnikov?ref=ts">profilo su Facebook</a>). E chi ha tra i suoi clienti la Neobit? Come riporta <a id="aptureLink_aHtfO6mWIv" href="http://www.bloomberg.com/news/2010-07-14/microsoft-says-12th-alleged-russian-spy-worked-at-its-redmond-headquarters.html">Bloomberg</a>, proprio l&#8217;FSB, ovvero il successore del KGB.</p>
<p>Il Dipartimento di Sicurezza Interna ha dichiarato che Alexey Karetnikov,  arrestato il 28 giugno, è stato espatriato ieri per aver violato la legge americana sull&#8217;imigrazione. Siccome non aveva nessuna incriminazione a suo carico, non ha fatto parte dello scambio tra spie avvenuto la scorsa settimana a Vienna. Secondo il <a id="aptureLink_p4yDRZwSQM" href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2010/07/13/AR2010071302840.html">Washington Post</a>, era entrato negli Stati Uniti a ottobre.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small><p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.fabioghioni.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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