Hacker Republic

Fabio Ghioni, Sperling & Kupfer, 2009

Gli hacker sono una nuova specie, un anticorpo, un effetto collaterale della nostra epoca o magari la reazione della natura a ciò che l’uomo ha voluto scatenare quando è stata presa la decisione strategica di rendere l’umanità totalmente dipendete dalla tecnologia in ogni aspetto della vita.

Con Hacker Republic Ghioni evolve il discorso iniziato con Ombre asimmetriche portandolo a un livello operativo nuovo per spiegare al grande pubblico i segreti dell’underground telematico. È quindi un nuovo viaggio in quel “paese senza confini” – qui battezzato cyberworld - che si nasconde dietro gli schermi degli ignari utenti e scavalca le regole e le giurisdizioni nazionali del mondo ‘reale’. Un paese alimentato dal rovescio della medaglia – o meglio il “lato oscuro” – della tecnologia, da cui siamo sempre più e irreversibilmente dipendenti. L’hacker è allora quell’intelligenza “fuori scala” che, proprio come Lisbeth Salander nella trilogia Millennium di Stieg Larsson, sa dominare la tecnologia, ne sfrutta “tutte le debolezze, specialmente la sua fondamentale vulnerabilità: il fattore umano”.

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